Il tour Maloja-St.Moritz-Bernina è andato bene.
Partenza prima delle 8. Tempo buonissimo e poche auto in giro. Che pace! Si sente che molti sono ormai partiti per le ferie.
Ma torniamo a noi, per i tutti i 410 chilometri della passeggiata ho mantenuto un ritmo di marcia tranquillo. Molto tranquillo. Volevo godermi la guida, la strada e i panorami.
Il traffico ci ha aggrediti dopo Monza e l'inizio della superstrada verso Lecco. Quanti assatanati del volante che ti si attaccano dietro la moto come se dovessero far la parte di Schumacher con il povero Barrichello (avete visto che è successo ieri al Gran Premio d'Ungheria? Ecco, appunto).
Fare la superstrada da Lecco a Colico quasi tutta in galleria è comodo ma di certo si perde la bellezza del costeggiare il lago come avveniva in passato. Ma abbiamo tutti fretta e allora si opta per questi percorsi sbrigativi per arrivare al nocciolo vero della questione: la salita al Maloja.
Come dicevo, molte auto e moto fino al bivio per Chiavenna-Sondrio.
Si tira avanti verso Chiavenna a ritmi bassissimi per i molti dissuasori alla velocità e autovelox fissi: 30 - 50 - 70 all'ora. Che penitenza!
Superata Chiavenna si inizia a ragionare in termini di numero auto e moto circolanti. Si viaggia molto bene, specialmente quando si entra in Svizzera. Le strade sono ben tenute e fare i tornanti verso il Passo Maloja è un piacere e si fanno senza vere difficoltà di guida. In breve ci si trova agli oltre 1.800 mt. del passo.
Da questo momento ci si rimette a viaggiare in piano e si costeggiano i bellissimi laghi di Sils e Silvaplana. Tante le nostre soste per scattare foto panoramiche con noi e la moto. Ad un certo punto, mentre siamo indaffarati ad imitare Oliviero Toscani con la macchinetta fotografica...sento un rombo, mi volto e vedo sfrecciare una bella Triumph d'epoca e mi sembra di riconoscere l'amico luganese Boris. Possibile? Forse si ma non ci avrà riconosciuti...forse col sole negli occhi...
Riprendiamo la strada e a Silvaplana notiamo un gran concorso ippico in una spianata vicino al lago. Bella gente, sembrano tutti VIPs.
Entriamo a St.Moritz e noto dei cambiamenti rispetto alle visite motociclistiche del passato. Ed ogni volta mi viene in mente delle vacanze raccontate e vissute proprio lì da uno dei miei scrittori preferiti: Hermann Hesse.
Passiamo oltre, pur ammirando la bellezza di questa cittadina non alla portata delle nostre tasche.
Ora si sale verso il passo Bernina. Ci fermiamo un attimo per ammirare il famoso "trenino rosso" che fa il tragitto St.Mortiz-Tirano
Mi domando ma come mai ci sono tutte ste moto in giro? Che il tragitto sia bello non c'è il minimo dubbio ma così tante...poi, a casa, saprò che in questo weekend c'era un raduno proprio a Livigno, ad un tiro di schioppo da noi.
Va bene, si va oltre, si superano gli oltre 2.300 mt. del Passo Bernina...si fanno altre belle foto e scendiamo verso Tirano. Quanti tornanti e la schiena inizia a farmi male e così pure il popò. Mi devo fermare...mi devo fermare...mi devo fermare. E intanto i chilometri passano. Quando trovo il posto giusto siamo già passati da Sondrio e sotto le piante di un parchetto parcheggiamo la moto, tiriamo fuori le cibarie e diamo carburante anche ai nostri stomaci.
Ripresi nel fisico e nel morale, anche dopo una bella coppa di gelato...si fa l'ultimo pieno alla moto e via verso Lecco.
Rientro a casa sul caldo abbondante dei 30° e in tangenziale nord di Milano risento l'afa delle settimane scorse ma per fortuna questa tortura dura pochi chilometri.
"Home sweet home!"
mac
