Grazie Norton!
La poesia che ti ha colpito non si intitola così, Contessa de Dia ne è l'autrice. Ho aperto un topic sulle Trobairitz, esempio davvero particolare ed interessante della trsmissione di cultura da parte di autrici donne nel medioevo. Ed ecco cosa è possibile conoscere della vita della Contessa:
sposa Guglielmo (non si sa se il I o il nipote II) conte di Poitiers e ama disperatamente

il conte Rambaldo d’Orange.
La sua vita è misteriosa e velato dal mistero è anche il personaggio di Rambaldo d’Orange, è forse quel trovatore che compone strane poesie in quel tempo?
Le sue poesie si distinguono dalle altre scritte dalle trovatore per lo stile e per la tristezza e malinconia che ne permeano i versi.
E’ una lirica molto raffinata, non sono frasi fatte e già sentite, ma la sofisticata originalità è il punto forte di questi versi.
Sono importanti le sue poesie perché sembra che la Contesa voglia sfidare il mondo e le convenzioni sociali imponendo la gioia della sua felicità e l’impeto della sua passione.
Nelle sue poesie sfrutta quello che viene definito “vassallaggio d’amore”

ossia di fronte alla grandezza del suo amore si sente piccola cosa, ma la Contessa riesce a trasmettere questi sentimenti non come una consuetudine di forma, ma come una lode al proprio amore.
Nella seconda parte del canzoniere esprime il dolore, l’abbandono e il tormento. Rimane la sua delicatezza, ma esprime in modo chiaro ed emozionante la tristezza che la pervade e di tanto in tanto sale l’impeto, il grido della sua passione.
E' davvero in gamba, non trovate?