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 [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica

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Norton
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MessaggioTitolo: Re: [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica    Gio 24 Gen - 9:28

Grande Guccini!
un pezzo davvero godibile, letterario anche, secondo me,
nella resa della confusione tra sogno e realtà
e della pietà umana verso una povera anima mentalmente confusa
(...s'ingarbuglia la matassa)
Grande ammirazione da parte mia all'autore del testo (Beppe Dati)
e pure per l'interprete di Sancho (Bondini) in una prova non facile
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MessaggioTitolo: Re: [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica    Gio 24 Gen - 12:54

è più o meno da una vita che ascolto fra l'altra (però spazzatura ) questa musica .Devo ammettere che iniziare e poter farne una raccolta qui mi è molto soddisfacente e utile . Very Happy


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MessaggioTitolo: Re: [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica    Gio 24 Gen - 13:08



posto parti del testo con il commento fra parentesi ...


Voglio vederti danzare
come le zingare del deserto
con candelabri in testa
o come le balinesi nei giorni di festa
(esiste una particolare danza del ventre, chiamata la Raks Shamadan, che consiste nel muovere il bacino restando completemente immobili con il resto del corpo: le danzatrici portano inoltre un pesante candelabro, retto sopra la loro testa, metafora della luce che scaccia via le forze oscure.A Bali, invece, si svolge il più spettacolare festival di danza etnica del mondo, il Bali Dance Festival, appunto: qui, giovani ballerine intrattengono il pubblico danzando al ritmo di percussioni e sventolando grossi ventagli multicolori.)

voglio vederti danzare
come i dervisches tourners che girano
sulle spine dorsali
al suono di cavigliere del Katakali
(i dervisches tourner, non sono altro che i Dervisci Sari Gul, un gruppo di persone che, come i buddisti e i praticanti zen, si riuniscono in meditazione, e durante il loro rituale, chiamato Sema, "ballano" contorcendosi a terra come fossero appunto gerdisci (ovvero lombrichi): in questo modo, a detta loro, riescono a mettersi in contatto con la loro parte divina.)

e radio tirana trasmette
musiche balcaniche mentre
danzatori bulgari
a piedi nudi sui bracieri ardenti
nell'Irlanda del nord
nelle balere estive
coppie di anziani che ballano
al ritmo di sette ottavi
(E' nella Penisola Balcanica, ovvero in Croazia, Serbia, Bulgaria, Macedonia, Grecia, Turchia.., che la figura del classico fachiro arabo si modifica: qui non si limita a dormire su letti di chiodi, ma aumenta il numero delle attrazioni, introducendo nuove pratiche come camminare su braci ardenti, masticare vetro, o levitare.
Il ritmo dei sette ottavi, è tipico del valzer viennese, una danza ormai in disuso, ma che come moltri altri balli, è ancora in voga nelle balere frequentate da persone non proprio giovanissime sorrisone .. )

nei ritmi ossessivi la chiave
dei riti tribali
regni di sciamani
e suonatori zingari ribelli
nella bassa padana
nelle balere estive
coppie di anziani che ballano
vecchi valzer viennesi.
(lo sciamanesimo, come il Sema precedentemente descritto, è un rituale anch'esso volto al raggiungimento della spiritualità: lo sciamano, ovvero il guru, è colui che tramite ritmi ossessivi di tamburi e con l'aiuto di sostanze allucinogene, aiuta il proprio popolo ad entrare in trance, per stabilire un contatto con il proprio dio.
Nell'ultima parte, ritorna il sentore del valzer viennese, ballato in Irlanda come a Pavia. La ripetizione della scena, riesce più che mai ad indurre chi ascolta la canzone nello stato nostalgico e melanconico nel quale si trova colui che ripensa a vecchie musiche lontane.)


ecco come rovinarla : lol!

a parte le gnocche , riesce a svilirla nel suo significato in modo tale che solo alla massa possa piacere che poi, dirà che Battiato è troppo "nonsense" se avrà l'accortezza di cercarne il vero autore clown
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MessaggioTitolo: Re: [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica    Gio 24 Gen - 13:24



lei è un gran pezzo di Janina Wissler , per il testo "ci stiamo informando" ma non ha importanza lol! lol!
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MessaggioTitolo: Re: [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica    Gio 24 Gen - 15:35



usa la voce in modo graffiante e potente come non mai. Rino è solo, si sente abbandonato e se la prende con chi ipocritamente gli dice "ti amo". Abbandonato, proprio come un cane, l'unico in grado di capirlo, e di risollevarlo. Già, il cane è il miglior amico dell'uomo anche perchè non parla e non apre il muso per offenderti e incriminarti.

Non si sente quasi mai alla radio ma GRAZIE RINO, (forse è perchè) nessuno osa più come facevi tu.

Chi mi dice ti amo
chi mi dice ti amo
ma togli il cane
escluso il cane
tutti gli altri son cattivi
pressoché poco disponibili
miscredenti e ortodossi
di aforismi perduti nel nulla
chi mi dice ti amo
chi mi dice ti amo
se togli il cane
escluso il cane
non rimane che gente assurda
con le loro facili soluzioni
nei loro occhi c'è un cannone
e un elisir di riflessione
e tu non torni qui da me
perché non torni più da me
Chi mi dice ti amo
chi mi dice ti amo
ma togli il cane
escluso il cane
paranoia e dispersione
inerzia grigia e films d'azione
allestite anche le unioni
dalle ditte di canzoni
e tu non torni qui da me
perché non torni più da me

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MessaggioTitolo: Re: [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica    Gio 24 Gen - 15:50



“C’è sempre qualcosa che non va, la donna, il salario, eccetera. Ma in fondo qualcos’altro ti consola. Rosita è appunto l’emblema di quello che ti fa scordare il precedente problema. Rosita è un ideale, non è una donna. Cioè, la meta che tu raggiungi dopo averne cercate delle altre. Chiaramente è la meta ultima del momento, che annulla tutte le altre. Cioè, tu hai dei sogni, hai mille sogni, ma alla fine arriva quello più grosso che annulla tutti quelli precedenti. Quindi raggiungere “Rosita”, ieri ho incontrato “Rosita”, perciò questa vita, tutto quello che vi ho raccontato fino adesso, i fiori, i vestiti di raso, tutte queste cose qui non hanno più senso: ho incontrato Rosita. E anche qui è un simbolo, non è una donna precisa. Ed è per questo che nella canzone c’è: Rosita di bianco vestita. Perché Rosita la vesto come mi pare. In questo momento la vesto di bianco, il giorno dopo magari di rosso, poi la vestirò di blu a strisce bianche. Ma non è tanto questo: Rosita vestita di bianco perché a me piace abbastanza giocare sulle parole, e qui il bianco rappresenta un po’ anche la bellezza e altre cose. Quindi fa parte sempre del gioco…”

(Rino Gaetano, da “Rino Gaetano live” di Emanuele Di Marco, Edizioni Stampa Alternativa; il passaggio è ripreso, a sua volta, da un’intervista del marzo 1979 a “Ciao 2001”)

-------------------------------
appunti presi dal sito "comedonchisciotte" :

Rino Gaetano era una di queste persone che si erano ribellate al sistema in modo vistoso. Non poteva denunciare il sistema direttamente, perchè non gli avrebbe dato voce nessuno, allora lasciò una serie di tracce nelle sue canzoni, che sarebbero state raccolte dalle generazioni successive. Rino Gaetano ci parla della Rosa Rossa, dei crimini commessi dai potenti, dei meccanismi segreti di questa associazione e dei loro metodi. Vediamone qualcuna.

Le canzoni.
C’è un album di Rino, in particolare, che pare dedicato proprio alla Rosa Rossa. Nello stesso album, infatti troviamo ben tre canzoni: Rosita, Cogli la mia Rosa d’amore, e Al compleanno della zia Rosina. Una trilogia a nostro parere non casuale.

In Rosita ci dice che la Rosa Rossa, quanto te la presentano, sembra bellissima... onori, gloria, soldi, potere... poi però un giorno scopri la verità. E allora la tua vita cambia completamente perchè sei in trappola.
Ieri ho incontrato Rosita, perciò questa vita valore non ha,
Come era bella rosita di bianco vestita più bella che mai.

Nella canzone “Al compleanno della zia Rosina” ci spiega che nel linguaggio criptato della Rosa Rossa, Santa Rita è in realtà la Rosa Rossa; e ci spiega che un giorno capiranno che sta svelando questi messaggi, e quindi lo uccideranno.
Al compleanno della Zia Rosina, Rita si è sposata, Rita si è sposata cone la zia rosina.
Vedo già la mia salma portata a spalle da gente che bestemmia e che ce l'ha con me.

Questa frase apparentemente incomprensibile vuole dire probabilmente che gli appartenenti alla massoneria rosacrociana della Rosa Rossa al suo funerale porteranno a spalla la sua bara (ai funerali delle vittime i mandanti sono sempre presenti tra i partecipanti); ma bestemmieranno, perchè in realtà una caratteristica della massoneria della Rosa Rossa è di stravolgere i simboli e i riti Cristiani per interpretarli al contrario.
Infine, in “Cogli la mia rosa d’amore” lancia un messaggio molto chiaro:

cogli la mia rosa d’amore,

regala il suo profumo alla gente;

cogli la mia rosa di niente.

Non credo sia un caso anche il titolo del disco: "mio fratello è figlio unico", perché sapeva che questo scherzetto gli sarebbe costato la vita.



Nella canzone “Nun Te Reggae più” parla della spiaggia di Capocotta. E, ad un concerto, disse:

"C'è qualcuno che vuole mettermi il bavaglio. Io non li temo. Non ci riusciranno. Sento che in futuro le mie canzoni saranno cantate dalle prossime generazioni. E che grazie alla comunicazione di massa, capiranno cosa voglio dire questa sera! Apriranno gli occhi e si chiederanno cosa succedeva sulla spiaggia di Capocotta".

Vediamo cosa succedeva nella spiaggia di Capocotta, prendendo le notizie da Wikipedia.

La spiaggia di Capocotta.
OMICIDIO DI WILMA MONTESI (1953, vigilia di Pasqua). La vicenda coinvolse il musicista Piero Piccioni, figlio del vicepresidente del consiglio della DC, e altri noti esponenti della nobiltà, politici e personaggi famosi... Inizialmente fu presa in considerazione l'ipotesi di un banale incidente, ipotesi che fu considerata attendibile dalla polizia, e il caso venne chiuso. I giornali, L'Espresso su tutti, invece si mostravano scettici.
Il Roma, quotidiano monarchico napoletano, il 4 maggio cominciò ad avanzare l'ipotesi di un complotto per coprire i veri assassini, che sarebbero stati alcuni potenti personaggi della politica; l'ipotesi presentata nell'articolo Perché la polizia tace sulla morte di Wilma Montesi? a firma Riccardo Giannini ebbe largo seguito.
A capo di questa campagna stampa, vi erano prestigiose testate nazionali, quali Corriere della Sera e Paese Sera, e piccole testate scandalistiche, quali Attualità, ma la notizia si diffuse su quasi tutte le testate locali e nazionali.
Il 24 maggio del 1953 un articolo di Marco Cesarini Sforza pubblicato sul giornale comunista Vie Nuove creò molto scalpore: uno dei personaggi apparsi nelle indagini e presumibilmente legati alla politica, sinora definito "il biondino", venne identificato con Piero Piccioni.
Piccioni era un noto musicista jazz (col nome d'arte Piero Morgan), fidanzato di Alida Valli e figlio di Attilio Piccioni, il Vicepresidente del Consiglio, Ministro degli Esteri e massimo esponente della Democrazia Cristiana.
Il nome di "biondino" era stato attribuito al giovane da Paese Sera, in un articolo del 5 maggio, in cui si raccontava di come il giovane avesse portato in questura gli indumenti mancanti alla ragazza assassinata. L'identificazione con Piero Piccioni era un fatto noto a tutti i giornalisti, ma nessuno ne aveva mai svelata l'identità al grande pubblico. Su Il merlo giallo, testata neofascista, era addirittura apparsa già ai primi di maggio una vignetta satirica in cui un reggicalze veniva portato in questura da un piccione, un chiaro riferimento al politico e al delitto.
La notizia suscitò clamore perché venne pubblicata poco prima delle elezioni politiche del 1953.
Piero Piccioni querelò per diffamazione il giornalista e il direttore del giornale, Fidia Gambetti. Cesarini Sforza venne sottoposto ad un duro interrogatorio. Lo stesso PCI, movimento di riferimento del giornale e unico beneficiario dello scandalo, disconobbe il giornalista, che venne accusato di "sensazionalismo" e minacciato di licenziamento. (QUINDI ANCHE LO STESSO PCI SEMBRA VOLER COPRIRE E INSABBIARE TUTTO... CHISSA' COME MAI?)
Nemmeno sotto interrogatorio Cesarini Sforza citò mai direttamente il nome della fonte da cui ufficialmente veniva la notizia, limitandosi ad affermare che provenisse da "ambienti dei fedeli di De Gasperi".
Anche il padre del giornalista, un influente docente di filosofia all'Università degli Studi di Roma "La Sapienza", suggerì al figlio di ritrattare, consiglio vivamente sostenuto anche dal celeberrimo "principe del foro" Francesco Carnelutti che aveva preso le parti dell'accusa per conto di Piccioni.
L'avvocato di Sforza, Giuseppe Sotgiu (già presidente dell'Amministrazione provinciale di Roma ed esponente del PCI) si accordò col collega e il 31 maggio, Cesarini Sforza fu costretto a ritrattare le sue affermazioni. Come ammenda, versò 50 mila lire in beneficenza alla Casa di amicizia fraterna per i liberati dal carcere, ed in cambio Piccioni fece cadere l'accusa.
Il 6 ottobre 1953, sul periodico scandalistico Attualità, il giornalista e direttore della testata Silvano Muto pubblicò un articolo, La verità sul caso Montesi. Muto aveva condotto un'indagine giornalistica nel "bel mondo" romano, basandosi sul racconto di una attricetta ventitreenne che sbarcava il lunario facendo la dattilografa, tal Adriana Concetta Bisaccia. La ragazza aveva raccontato al giornalista di aver partecipato con Wilma ad un'orgia, che si sarebbe tenuta a Capocotta, presso Castelporziano e non distante dal luogo del ritrovamento. In quell'occasione avevano avuto modo di incontrare alcuni personaggi famosi, principalmente nomi noti della nobiltà della capitale e figli di politici della giovane Repubblica Italiana.
Continuano ad essere ritrovati corpi di donne su quella spiaggia.
Forse è questo che voleva dire Rino. Non si riferiva solo al caso Montesi, ma a decine di altri casi che evidentemente continuano a verificarsi a Capocotta... O forse voleva dire che è una situazione "emblematica" di tutto quello che succede in Italia. Ma sono solo nostre deduzioni.

Potremmo continuare perchè ci sono altre canzoni molto più significative e piene di messaggi, come Gianna. Ma terminiamo qui perchè per capire queste canzoni occorre avere una conoscenza specifica di determinati fatti e situazioni.

Forse però non molti sanno che la canzone Nuntereggaepiù, che nomina molti personaggi della politica, dello spettacolo, dello sport, della televisione... è stata censurata. Inizialmente infatti l'elenco conteneva, tra gli altri, i nomi del finanziere Nino Rovelli, del banchiere Ferdinando Ventriglia, di Camillo Crociani (scandalo Lockheed e loggia P2), di Amintore Fanfani, di Guido Carli... e persino di Aldo Moro e Michele Sindona. Questi nomi vennero cancellati dal testo della canzone. Evidentemente perché ancora più scomodi di quelli che furono lasciati.

Un personaggio come Rino non poteva vivere a lungo, e perse infatti la vita il 2 giugno del 1981 in un incidente d'auto. Poco tempo prima, come abbiamo già raccontato altrove, aveva avuto un incidente analogo, ma si era salvato. Aveva ricomprato un’ auto identica ed ebbe un incidente dello stesso tipo; morì non tanto per l'incidente in sè, quanto per il ritardo con cui fu curato perchè negli ospedali della zona nessuno volle accoglierlo. Ben 5 ospedali si rifiutarono di curarlo, così come lui aveva scritto in una sua canzone, La ballata di Renzo. Cioè, è stata applicata ,nel suo caso la regola del contrappasso di cui ci siamo occupati in altri articoli.

La ballata di Renzo è un brano inedito, di cui peraltro si scoprì l'esistenza solo qualche anno fa. Dunque, all'epoca, solo gli "addetti ai lavori" (i produttori e le persone che lavoravano insieme al cantante) erano a conoscenza di quel brano. E solo chi conosceva la canzone poteva fare in modo che si realizzasse nella pratica, e in modo così dettagliato.

Quando qualche anno fa uscì la notizia della scoperta del brano inedito, i media si affrettarono subito a definirla una "profezia". I giornali scrissero che ne La ballata di Renzo "Rino aveva previsto e messo in musica, dieci anni prima, la propria morte". Ma sarebbe invece più oppurtuno affermare il contrario: la morte del cantautore è avvenuta esattamente come nella sua canzone non perché quel brano fosse una profezia, ma perché qualcuno l'ha usata per applicare la regola del contrappasso.


Il film
Di recente la RAI ha prodotto un film su Rino Gaetano.
Vediamo cosa dice la presentazione ufficiale del film sul sito Rai.

"Ci sono film su personaggi della musica che riescono a descrivere compiutamente lo spirito di un'epoca. È questo l'obiettivo della fiction Rino Gaetano. Ma il cielo è sempre più blu, una produzione Rai Fiction realizzata da Claudia Mori per la Ciao Ragazzi.
L'interesse per Rino Gaetano e per la sua musica si è riacceso negli ultimi anni, soprattutto tra i giovani, al punto di farne una figura di culto oltre la sua epoca. La fiction, che racconta in due puntate la sua biografia e la genesi delle canzoni più popolari, è uno spaccato della sua generazione, e trasmette un messaggio che può valicare i confini nazionali italiani, perché ancora oggi modernissimo".

In realtà guardando il film si capisce che è stato scritto al solo scopo di infangare l’immagine del cantautore. La sorella di Rino e la ex fidanzata, intervistate, diranno che il film racconta qualcun altro rispetto al protagonista. Quello non era Rino, non era la storia d'amore tra lui e la fidanzata.
Vediamo perchè.

Anzitutto il film si apre con la scena di lui che sviene per aver bevuto troppo. E si chiude con le immagini di lui, ubriaco, che vaga senza meta alla ricerca di amici che oramai lo hanno abbandonato. Il messaggio è chiaro. Era un ubriacone.

Altre scene salienti del film sono queste:
1) Dopo aver chiesto alla fidanzata di accompagnarlo a Stromboli per scrivere una canzone, dopo alcuni giorni in cui non combinava nulla tranne trattare male gli amici musicisti, e ubriacarsi continuamente, inveisce contro la fidanzata e la tratta male dicendo che non si sente capito

2) Geniale poi come presentano il suo rapporto con le donne. Si fidanza. Mette le corna alla ragazza (Irene) con un altra ragazza, stupenda e che lo adora, di nome Chiara. Irene li scopre a letto e lui che fa? Esce dalla stanza, parla con Irene e le dice “non preoccuparti, era solo una scopata”. Poi abbandona Chiara senza dirle una parola nè salutarla, dopo giorni di idillio romantico. Dopo qualche anno incontra nuovamente Chiara. Mette nuovamente le corna alla fidanzata e abbandona nuovamente Chiara, ancora una volta senza una spiegazione e senza una parola. Verso la fine del film, abbrutito dall’alcol e senza una meta, tenta di recuperare il rapporto con Chiara e con Irene (tutte e due in contemporanea), ma entrambe lo abbandonano. Per giunta tenta di baciare Chiara proprio un giorno che lei lo trova ubriaco già al mattino presto. Chiaro è il messaggio: Gaetano era un superficiale.

3) Altrettanto geniale poi come viene delineato il suo rapporto col padre. In una delle scene clou del film lui, all’apice del successo, mostra una casa al padre, ma il padre la rifiuta, perché non vuole la sua elemosina. E lui risponde arrabbiato “ma come, finalmente ora possiamo permetterci una casa come la gente normale e non uno schifoso sottoscala”. Il messaggio qui è molto sottile ed è duplice: la gente che vive in un sottoscala non è normale. Un sottoscala fa schifo. Ma dietro a questo messaggio ce n’è un altro, molto più sottile: Gaetano, come tutti, una volta che ha avuto un po’ di soldi e si è arricchito, non ha più rispetto per le condizioni della gente più povera che infatti viene definita “non normale”. E infatti rinfaccia al padre di essere un poveraccio: "io non volevo diventare come te e ci sono riuscito... non vi voglio più vedere in quel sottoscala schifoso.. e aggiunge: "sei orgoglioso come tutti gli ignoranti". Dopodichè al padre prende anche un infarto. Quando il padre uscirà dall'ospedale Rino ancora una volta lo tratterà malissimo e gli causerà un altro malore. In altre parole, lo descrivono come un pessimo personaggio, indelicato e ignorante che arriva a far ammalare il povero padre.

Altro aspetto curioso del film è che Rino ha una sorella, che nel film però non compare mai. Non compare mai neanche quando, nella parte finale del film, bussa alla porta di tutti gli amici, ubriaco e disperato, lasciato solo da tutti. Strano che Rino quel giorno non abbia pensato di telefonare anche alla sorella no?

Come è strana un'altra circostanza. Rino morì pochi giorni prima del suo matrimonio. Doveva sposarsi. In questo indegno e vergognoso film, invece, l'ultima scena del film mostra lui disperato e abbandonato da tutti.

Nessun cenno alla figura della sorella. Nessun cenno al matrimonio, ma anzi, viene presentata una fattispecie completamente opposta.

Insomma, per essere un film che voleva valorizzare la figura del cantautore, la trama presenta tali e tanti inesattezze, buchi ed omissioni, che rimane una sola certezza: che il film è stato fatto unicamente per oscurare le ragioni della sua morte e il valore delle sue canzoni. Per infangarne la memoria quindi. Chi ha prodotto il film, inoltre, ha appositamente evitato di inserire la figura della sorella, forse perchè è l'unica della famiglia rimasta ancora viva, e che avrebbe potuto creare guai giudiziari agli autori del film se la sua immagine fosse apparsa troppo deformata dalla fiction.

In conclusione, cosa rimane dopo la visione del film? L’idea che fosse un ubriacone, anche egoista, non troppo intelligente, che ha scritto canzoni superficiali e senza senso.
Così non ci si stupisce se muore in un incidente. E se un giorno qualcuno dirà che è stato ucciso, la gente dirà: "ucciso? ma come? Era stato un incidente perchè beveva ed era ubriaco". Come succede per Pantani: "era un drogato, si è suicidato". Che poi le perizie abbiano dimostrato che il suo cuore era intatto non conta, per questo mondo dei mass media asservito ad una criminalità senza scrupoli. E che la sorella e la fidanzata di Rino dicano che quello non era Rino, che conta? L'obiettivo è riuscito. Milioni di italiani lo considerano un ubriacone che scriveva canzoni senza senso.

Il film è stato confezionato ad arte probabilmente per screditare la figura di un artista, proprio in un periodo particolare, ovverosia gli anni in cui, a seguito dei delitti del mostro di Firenze, si comincia a parlare della Rosa Rossa e dei suoi delitti.

D'altronde, una bella coincidenza che il film sia prodotto dalla Ciao Ragazzi, società che porta, guarda caso, l'acronimo dei RosaCroce e di Cristian Rosenkreutz (CR).

Di recente poi è uscito un dvd "Figlio unico", uscito insieme alla raccolta il 02.11.2007. Giorno dei morti e data a somma 13. Un altro bello scherzetto combinato ai danni di Rino. Tanto per mettere di nuovo una firma, se ce ne fosse bisogno.

ERino a un certo punto dice: "Io conosco anche il profumo dei ministri". Una frase senza senso per i più. Un non sense, appunto, di quelli tipici di Rino. E invece no. Infatti Morandi si guarda intorno impaurito e cambia subito discorso, spostandosi di nuovo sull'ironia. "Qui non possiamo parlare di ministri, parliamo solo di canzoni. No, ma parliamo della tua ironia".

Ma noi che conosciamo il sistema, riteniamo che il film sia l’ulteriore vittoria di Rino Gaetano. Rino era così grande e così bello, che hanno cercato di distruggerlo anche da morto. Perché indubbiamente le sue canzoni, come del resto aveva predetto anche lui, fanno più paura ora che quando era vivo. Ora infatti le possiamo capire.
E a Venditti che, in questi ultimi tempi, ha affermato che la causa della morte di Rino è stata la cocaina (se ne è ricordato dopo quasi trenta anni) possiamo rispondere una cosa. Strano, Antonello, che ti ricordi dopo tanti anni della cocaina. In realtà la sai bene quale è la verità: lui ha avuto quel coraggio che pochi hanno, di andare contro il sistema fino a farsi uccidere per non rinnegare i suoi ideali. Quel coraggio che molti di quelli che oggi hanno successo certamente non hanno avuto.


La ballata di Renzo

Quel giorno Renzo uscì,

andò lungo quella strada

quando un’auto veloce lo investì

quell'uomo lo aiutò

e Renzo allora partì

verso un ospedale che lo curasse per guarìr.

Quando Renzo morì io ero al bar

La strada era buia

si andò al San Camillo

e lì non l'accettarono

forse per l'orario

si pregò tutti i Santi

ma s'andò al San Giovanni

e lì non lo vollero per lo sciopero

Quando Renzo morì

io ero al bar era ormai l'alba andarono al policlinico

ma lo si mandò via perchè mancava il vicecapo

c'era in alto il sole

si disse che Renzo era morto

ma neanche al Verano c'era posto

Quando Renzo morì

io ero al bar,

al bar con gli amici bevevo un caffè.


Ultima modifica di grayspida il Gio 24 Gen - 23:55, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica    Gio 24 Gen - 23:31

.....da brividi....
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MessaggioTitolo: Re: [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica    Ven 25 Gen - 8:25

Eh Rino era Rino... Cool Cool Cool
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MessaggioTitolo: Re: [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica    Ven 25 Gen - 15:17



È considerata una delle più importanti canzoni rock degli anni ottanta e novanta. Fu scritta da Axl Rose e Slash. Secondo Rose, l’ispirazione per il testo giunse da un incontro che lui e un amico avevano avuto con un barbone mentre vagavano per New York in autostop. Cercando di impaurire i due giovani, l’uomo gli urlò addosso: "Sapete dove siete? Siete nella giungla, miei cari, state per morire!". L’incidente scosse così tanto Axl, che decise di raccontarlo nella canzone. La parte del testo che dice “Welcome to the Jungle” fu anche usata in "Underwater World", canzone del gruppo glam rock finlandese Hanoi Rocks, che Rose ha sempre riconosciuto come propri ispiratori.

Anche se il fatto di New York aveva ispirato il testo, la canzone fu scritta a Seattle ed ambientata a Los Angeles. Nel 1988, in un’intervista con il magazine Hit Parader, Rose disse: "Ho scritto il testo a Seattle. È una grande città, ma nello stesso tempo è ancora troppo piccola se paragonata a Los Angeles e a ciò che vi potresti ammirare. Seattle è molto più rurale. Ho voluto scrivere la canzone pensando a come la più grande città della California poteva apparire per l’agricolo Nord-Ovest. Se qualcuno passasse in città e volesse andare in cerca di qualcosa, potrebbe trovarci di tutto."

Un altro spezzone, "Voglio vederti sanguinare", fu scritto in origine come allusione al brano degli AC/DC If You Want Blood (You've Got It) e alla sua parte "Voglio che tu sanguini per me". Tuttavia Axl cambiò il testo quasi una settimana prima della registrazione, perché trovava migliore il tempismo della canzone riveduta e corretta.


"Benvenuto nella giungla
Abbiamo divertimemto e giochi
Abbiamo tutto ciò che vuoi
Dolcezza,sappiamo i nomi
Siamo le persone che possono procurarti
Qualsiasi cosa di cui tu abbia bisogno
Se hai i soldi, dolcezza
Abbiamo la tua malattia... "

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MessaggioTitolo: Re: [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica    Dom 27 Gen - 15:31



Ballo in fa Diesis Minore, un pezzo che ebbe all’epoca (1977) un notevole impatto, ancora oggi conserva quel fascino…Sono molteplici le citazioni di questa canzone, Angelo ce lo spiegava bene già in quel periodo: ” Allusione agli affreschi medioevali della «Danza macabra», dove la morte ballava coi vivi per poi portarli via. E tu dovrai « dell’oscura morte al passo andare », come nelle schiere del Wutischend Heer, « l’esercito furioso », o della « caccia macabra »: la visione medioevale cioè di una folla di morti, guidati da una signora o da un cacciatore, che di notte percorrevano il cielo o attraversavano le strade dei villaggi, mentre gli abitanti si sbarravano in casa. Qui però, in questa canzone, c’è l’idea che « la musica abbia un potere talmente alto da far dimenticare alla morte di essere venuta per portarci via. Un esorcismo della morte attraverso la musica e la danza. Il riferimento è alla “danza della cintura”, danza circolare del Centro-Europa; ma anche al “ballo tondo” della Sardegna, un ballo sacro e pagano che porta fino a forme di esaltazione collettiva, in cui si esce dai confini della propria persona. Un po’ come morire a se stessi ma continuare a vivere nella musica e così vincere la morte. C’è però anche il ricordo del Settimo sigillo di Bergman, dove un cavaliere gioca a scacchi con la morte: mentre insieme ad altre persone stanno attraversando una foresta di notte, distrae apposta la morte così che tre di loro possano fuggire. E non è un caso che chi si salva sia un menestrello con la moglie e il figlio. All’alba, i tre vedono su una collina la morte che porta via gli altri e il cavaliere che aveva dato la sua vita per la loro “.

FONTE: “Canzoni” di Giampiero Comolli ed. LatoSide 1979

La melodia originale, intitolata “Sciarazula Marazula”, risale al 1578 grazie a Giorgio Mainerio che probabilmente l’aveva ereditata a sua volta da qualche tradizionale dell’epoca. Un tipo strano questo Giorgio Mainerio, prete e puttaniere allo stesso tempo..Come dire, tra il sacro e profano, così come spaziavano le sue composizioni….
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MessaggioTitolo: Re: [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica    Lun 28 Gen - 15:25



Bocca di rosa di De Andrè è la storia di una prostituta e del suo arrivo nel paese di Sant'Ilario. Nella prima versione il nome del paese non è stato indicato esplicitamente ma modificato per non darne un'indicazione geografica. Tuttavia il termine prostituta non è così corretto. Come si legge nel testo
"C'è chi l'amore lo fa per noia chi se lo sceglie per professione bocca di rosa né l'uno né l'altro lei lo faceva per passione".

Era la passione visiva di questa donna, così lontana dalla chiusura del paese dove era arrivata ad essere additata prima ancora del suo operato. La chiusura di mentalità della società di Sant'Ilario porta a discriminare e indicare come figura in senso negativo Bocca di Rosa rivolgendosi direttamente "all'ordine costituito", i carabinieri. La descrizione di Bocca di Rosa fatta dalla zitella è palesemente dispregiativa e la indica come una prostituta: "quella schifosa ha già troppi clienti più di un consorzio alimentare".

Nella prima versione De Andrè sottolinea il suo animo anarchico con la critica rivolta alle forze dell'ordine "Spesso gli sbirri e i carabinieri al proprio dovere vengono meno ma non quando sono in alta uniforme e l'accompagnarono al primo treno". Nella versione più recente questa parte è stata modificata in "Il cuore tenero non è una dote di cui sian colmi i carabinieri ma quella volta a prendere il treno l'accompagnarono malvolentieri".

Nonostante l'azione portata avanti dalle comari del paesino alla stazione, spiega De Andrè, c'erano tutti a salutare Bocca di Rosa. Forse si sono pentiti e hanno riconosciuto la forza, l'antipregiudizio e il cambiamento che aveva portato in paese Bocca di Rosa e tra questi, a riconoscere l'amore universale, quello vero che tanto riempie le pagine della Bibbia, anche il parroco.

La canzone si conclude con delle parole perfette che riportano la religiosità personale di De Andrè. Come in tante sue canzoni la religione, i dogmi della chiesa e le immagini del cristianesimo sono presenti anche qua e alludono, secondo me, al dipinto di Tiziano "Amor sacro e amor profano" di Tiziano.

Il ritmo della canzone è veloce in entrambe le versioni. Nella prima versione (1967) è la chitarra a sottolineare la voce; nelle pause tra le strofe a battere il tempo è un tamburo dal rumore tipico di banda di paese insieme ad un flauto traverso.

Nella versione più recente, grazie anche alla grande musicalità apportata dalla PFM il ritmo è ancor più marcato. L'inizio pare evocare l'aura di un paesino tranquillo all'inizio ma pronto alla rivoluzione man mano che il ritmo aumenta. Batteria, chitarre, flauti servono a marcare ancor di più la gravità delle accuse che le donne rivolgono a Bocca di Rosa. La musica allegra è una ballata scapestrata che pare limitare le accuse sproporzionate portate avanti dalle comari e marca ancora di più l'amore che Bocca di Rosa ha saputo risvegliare.
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MessaggioTitolo: Re: [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica    Mar 29 Gen - 22:23

Grazie Francesco I love you
Con i tuoi commenti la raccolta è ancora più bella.
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MessaggioTitolo: Re: [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica    Mar 29 Gen - 23:07



Il cinghiale bianco è notoriamente simbolo celtico: animale sacro, viene divinizzato in Moccus, si ritrova spesso a fianco del Dio Lugh, come trasformazione del Padre Divino Cian, ed è venerato da druidi, cacciatori e guerrieri. Nel Mabinogion, nel racconto di Culhwch e Olwen, si racconta della cattura del mitico cinghiale Twrch Trwyth da parte di Re Artù; ma il cinghiale resta comunque un animale presente in molti altri miti anche delle altre religioni antiche (vedasi ad esempio il mito del Cinghiale Calidonio).
L'espressione "L’Era del Cinghiale Bianco", presso gli antichi Celti, popoli che dominarono l’Europa preromana, stava a significare la stagione della Conoscenza Assoluta, l’era della saggezza, della Verità e della conoscenza dello scibile umano..

Il Cinghiale bianco era il simbolo del sapere spirituale.
Il simbolo del cinghiale porta dunque in sè il significato di forza e di coraggio, che grazie alla simbologia alchemica del colore bianco, sboccia nella manifestazione dei nostri intenti.Sotto simboli diversi, dappertutto si è parlato di qualcosa che si è perduto,
almeno in apparenza e per il mondo esteriore, e che va ritrovato da coloro che aspirano alla conoscenza vera; ma è stato anche detto che quel che è divenuto così nascosto ridiverrà visibile alla fine di questo ciclo: fine che, in virtù della continuità che collega insieme tutte le cose, sarà in pari tempo il principio di un ciclo nuovo.
René Guénon, La crisi del mondo moderno



Ultima modifica di grayspida il Lun 11 Nov - 3:30, modificato 1 volta
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MessaggioTitolo: Re: [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica    Mar 29 Gen - 23:09



Fu scritto da Brian May e pubblicato come brano d'apertura dell'album del 1977 News of the World. L'arrangiamento è basato su un battito ritmico di piedi e di mani (in inglese detto "stomp, stomp, clap sound") e il ritornello principale può essere paragonato a un inno. Nelle esibizioni dal vivo, viene spesso seguita dall'altrettanto celebre We Are the Champions, dallo stesso album. In principio nasceva come brano hard rock, scritto da May, con un duro riff iniziale e un intermezzo di basso, un giorno provandola in studio Roger Taylor si mise a canticchiarla battendo le mani nella maniera che tutti conosciamo, così venne fuori una sorta di inno, la versione originale è comunque stata proposta dai Queen dal vivo soprattutto come apertura dei concerti e fino al 1982.

Il battito dei piedi fu registrato in una vecchia chiesa, con un pavimento ad assi di legno
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MessaggioTitolo: Re: [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica    Mer 30 Gen - 20:28



È tra le più note e apprezzate canzoni di Fabrizio, ed è ambientata in una stradina della Genova angiportuale, ritenuta malfamata per la presenza di prostitute, di travestiti e di gente povera che vive di espedienti illegali. Di questo mondo, a più riprese, De André ha individuato e sottolineato il carattere positivo nella autenticità e nella passionalità del vivere quotidiano, contro ogni falso perbenismo e moralismo del senso comune. Ma qui la sua attenzione si appunta sulla donna, la cui immagine è delineata con estrema delicatezza e sicuramente idealizzata. I termini usati per rappresentarla richiamano al candore e alla purezza (graziosa, bambina, rugiada) o alle gioie che ella può donare (sorriso, paradiso). Una vena di malinconia attraversa tuttavia quegli "occhi grandi color di foglia" e "grigi come la strada", perché lei - forse - non è lì per scelta (perciò inutilmente "ci va un illuso a pregarla di maritare"), anche se poi è costretta ad essere molto docile e a non negarsi a nessuno: "basta prenderla per la mano". La duplice ma inscindibile metafora finale sottolinea - da un lato - il giudizio di positività che De André esprime per quel mondo umile e reietto (letame), ma pieno di umanità e passione, cui la giovane prostituta appartiene; e - d'altro lato - formula la condanna al vuoto e all'insensatezza del mondo ricco e benestante, ma ipocrita e freddo (diamanti). Com'è stato notato, "mai per De André la prostituta è veramente colpevole; la colpa semmai è dalla parte di chi profitta dei suoi servigi" (L. Nissim, in Fabrizio De André. Accordi eretici, EuresisEdizioni 1997, pp. 135-136), che lo faccia prendendola per mano, oppure definendola "pubblica moglie" di giorno ma cercandola spasmodicamente di notte, come fa il "vecchio professore" della Città vecchia. Può essere curioso - data la loro notorietà - sapere che la musica di Via del campo è tratta da una ricerca musicale di Dario Fo e Enzo Jannacci.

Considerate la brevità del componimento e la sua esemplare chiarezza, è notevole il ricorso alle figure retoriche. Vi sono varie metafore: rosa (v. 4) = offerta di sé; paradiso (v. 15) = gioie dell'amore; diamanti (v. 23) = mondo ricco e borghese; letame (v. 24) = mondo umile e povero; fior" (v. 24) = bellezza, giovinezza, passione, felicità.
Evidente l'anafora nella ripresa del titolo (strofe I, II, III, V).
Nella similitudine "occhi grigi come la strada" (v. 7) i due sostantivi sono messi in relazione per il colore, ma la strada ha in sé anche l'idea del luogo nel quale le prostitute sono costrette a vendere se stesse.

METRO. Sei quartine di novenari piani, ad eccezione dell'ultimo verso che è tronco, con schema a rima incrociata (ABBA), ma vi è un caso di rima imperfetta: puttana/mano (vv. 9-12) e un'assonanza tonica: maritare/scale (vv. 18-19). Assente la rima tra il primo e il quarto verso dell'ultima strofa: risponde/fior (con tonica tuttavia identica).
Il ritmo è lento e cadenzato, da ballata, caratterizzato dalla regolarità dell'accento di terza ma con alternanza del secondo accento sulla quinta o sulla sesta sillaba. La sintassi è fondamentalmente paratattica, con due ipotetiche ("se di amarla...", "...se amor risponde"), due finali ("a pregarla..., a vederla...") e una temporale ("fino a quando...").
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MessaggioTitolo: Re: [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica    Mer 30 Gen - 23:41

vorrei fare due annotazioni:
1)quamdo la canzone è uscita (erano altri tempi...) la parola "puttana" detta alla radio, o in una canzone (in televisione era impossibile) aveva un impatto che i ragazzi di oggi mnon possono immaginare (= proibita)
2) la melodia: De Andrè "riciclava" le melodie. Se i suoi testi erano originali, addirittura dirompenti per i tempi, per la musica si ispirava (copiava, oserei dire) motivi o canzoni, spesso della tradizione popolare. Via del campo ripete tale quale un'aria rinascimentaleggiante che faceva: "la mia morosa la va alla fonte/ con la sidela de rame e argento..."
(Preghiera in Gennaio è un altro esempio: se fate attenzione è (musicalmente) il rifacimento, con un tempo lento, di "Grazie dei Fior" la prima canzone ad aver vinto a Sanremo (e la cosa ha il suo motivo...)
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MessaggioTitolo: Re: [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica    Mer 30 Gen - 23:45

molto interessante Giorgio ...io sapevo che il suo "Non al denaro, non all'amore né al cielo" fosse un concept album ispirato ad alcune poesie tratte dall'Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters ; questo per quanto riguarda la prosa (comunque mai copiata) .

In merito alla melodia di "Via del campo" ignoravo ciò che hai detto ...gran bella interpretazione però geek
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MessaggioTitolo: Re: [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica    Gio 31 Gen - 21:51



Nell’album dedicato a S.Francesco c’è un brano allegro, ricco di fisarmonica e percussioni, tanto ritmato da non riuscire a stare fermi ovunque ci si trovi. La musica è cosi’ trascinante che una mano o una gamba o anche solo un dito, devono per forza muoversi…è la canzone in cui la voce di Branduardi, alternata a quella di Battiato, racconta uno dei miracolosi episodi della vita del Santo.
Trovandosi in Egitto, alla corte del Sultano Melek-el-Kamel, Francesco, non solo converte il Sultano, ma sconvolge (e santifica) la donna che gli si avvicina per sedurlo: con gioia e semplicità, si getta nel fuoco invitandola ad unirsi a lui.
Ecco una parte del testo dei Fioretti da cui Luisa Zappa ha tratto le efficaci parole per il brano musicale:
“…E dicendole santo Francesco: -Io accetto, andiamo a letto-, ella lo menava in camera. Disse santo Francesco: -Vieni meco, io ti menero’ a uno letto bellissimo- E menolla a uno grandissimo fuoco che si facea in quella casa; e in fervore di spirito spogliasi ignudo, e gittasi allato a questo fuoco in su lo spazzo affocato, e invita costei che ella si spogli e vada a giacere con lui in quel letto spiumacciato e bello. E stando cosi’ santo Francesco per grande spazio con allegro viso, e non ardendo ne’ punto abbronzandosi, quella femmina per tale miracolo spaventata e compunta nel cuor suo, non solamente si pentè del peccato e della mala intenzione, ma eziandio si converti’ perfettamente alla fede di Cristo, e divento’ di tanta santità, che per lei molte anime si salvarono in quelle contrade…”

Alessandra Mazzucco

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MessaggioTitolo: Re: [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica    Gio 31 Gen - 21:55



Fu il singolo di debutto dei Dire Straits ed è anche una fra le loro canzoni più note, grazie agli ingegnosi fill e agli assoli di Mark Knopfler che mescolano virtuosismo e tecnica nel suo fingerpicking (che riporta al Bluegrass). Fu subito apprezzata dalla critica, e raggiunse rapidamente i vertici delle classifiche. La particolarità per cui piacque maggiormente fu sicuramente l'assolo finale, contenente una parte molto veloce, messa in posizione "strategica" per compensare l'apparente "monotonia" dell'intera canzone.

La classica risposta della chitarra alla voce (fill) è una peculiarità di Knopfler, come il suo uso del pulito per gli assoli (smentito in non molte canzoni, tra cui la ballata Brothers in Arms, presente nell'omonimo album del 1985, dove il distorto di una Gibson Les Paul sembra veramente piangere e gridare, creando un contrasto fortissimo con una voce molto pacata e con le scure tastiere in sottofondo).

La storia dipinta dalla canzone è quella di un gruppo jazz, i Sultans of swing, composto da impiegati londinesi che pensano solo alla loro musica senza interessi per la popolarità - si esibiscono solamente in un piccolo club di Londra.

Il testo dipinge varie scene che si possono vedere nel locale: due componenti particolarmente significativi del gruppo impegnati a suonare, dei ragazzi vestiti alla moda che non sono assolutamente interessati alla musica, l'uomo che, alla fine della serata, congeda il pubblico.
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MessaggioTitolo: Re: [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica    Ven 1 Feb - 15:19



Essa narra di un uomo così perdutamente innamorato da accettare tutte le volontà della donna amata; e costei gli ordina prima di portarle il cuore della madre per darlo in pasto ai cani, poi gli impone di sacrificarle la sua stessa vita: "se mi vuoi bene / tagliati dei polsi le quattro vene". Ritroviamo in questa ferocissima donna i tratti fiammeggianti (così frequenti in Les fleurs du mal e in tutta la poesia che da Baudelaire discende) della femme fatale, la donna fatale, cioè della donna-idolo, spietata e bellissima, fredda e crudele, assetata di sangue, assetata di morte; ricorderò un esempio di questa figura nell'opera del poeta francese, in cui è la donna stessa a strappare il cuore a colui che l'ama, dandolo in pasto alla sua bestia preferita.

Ma ecco: anche questa volta, dobbiamo constatare in De André un processo di umanizzazione; la donna fatale di Baudelaire, infatti, non si pente mai della propria crudeltà, che le è sustanziale, poiché è un gelido idolo privo di cuore e di qualsiasi sentimento.
Invece, donna fatale solo per poco tempo, la donna di De André è costretta all'amarezza della solitudine: "ma lei fu presa da sgomento / quando lo vide morir contento / morir contento e innamorato / quando a lei niente era restato / non il suo amore, non il suo bene / ma solo il sangue secco delle sue vene".

Non c'è nulla da fare: pur in presenza di un così autorevole modello, De André non può non lasciare alla sua donna alla sua donna almeno una umana fragilità.
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MessaggioTitolo: Re: [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica    Ven 1 Feb - 20:08

Veramente tanta roba Frà! Complimenti per l'ottimo lavoro! Cool Cool Cool
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MessaggioTitolo: Re: [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica    Sab 2 Feb - 0:16

grazie teo Smile



La locomotiva“ è la seconda traccia di Radici, un album del 1972, con il quale
Guccini descrive la sua storia e la storia della sua generazione attraverso miti, immagini e ricordi ."La locomotiva“ in particolare si basa su un fatto di cronaca di fine Ottocento, quando il treno, simbolo di velocità, di progresso e di potenza, diventò per un giovane anarchico un’arma per la lotta proletaria.

La forza, ma anche l’aspetto più problematico, di questa ballata non è nel racconto del fatto, ma nel messaggio dell’ultima strofa, che per quanto sinistro, non é una lode al gesto di un kamikaze, ma comunque un invito alla rivolta e alla ricerca di giustizia.

La canzone s’ispira a un fatto accaduto il 20 luglio 1893: il ventottenne Pietro Rigosi, fuochista delle„Strade ferrate meridionali” in servizio alla stazione di Poggio Renatico (FE), approfittando della breve assenza di un macchinista, sgancia la locomotiva da un treno merci in manovra, se ne impadronsce e la immette sulla linea per Bologna.
La macchina aveva tre assi, era lunga 15 m, pesava 43 t e con 440 cv poteva toccare i 60 km/h; era flessibile ma modesta, perciò veniva usata in specie per
treni merci e su linee di pianura; ma dato che proprio nel 1893 circolava in Italia un’unica automobile, pareva notevole anche la velocità di oltre 50 km/h a cui la locomotiva fu lanciata (in un’ora un uomo percorre 4-5 km a piedi e 15-20 in bicicletta) e che l’avrebbe portata a Bologna in meno di un’ora.

La canzone è fedele alle cronache anche nel dettaglio del fischio: risulta che Rigosi legò la valvola del fischio, in modo da renderlo continuo.
La «notizia d’emergenza» del pericolo arrivò, tramite dispacci immediati ma molto concisi, alla stazione centrale di Bologna: la locomotiva fu instradata su un binario morto e si schiantò contro sei carri merci che vi sostavano; Rigosi, sbalzato dall’urto, sopravvisse, ma perse una gamba ed ebbe il viso sfigurato.
Non spiegò mai quel gesto: la sua società ferroviaria lo esonerò dal servizio per motivi di salute, forse ritenendo che avesse agito così per un improvviso, inspiegabile raptus di follia (il giovane fuochista era per giunta sposato e padre di due bimbe piccole).

Guccini, prendendo spunto da un libro di Romolo Bianconi, interpreta l’atto come «supremo gesto di anarchia» – una lettura però che né le cronache né Rigosi stesso avevano mai avallato.

Il contesto era una società trasformata dalla rivoluzione industriale:
il grande capitale si approvvigionava di materie prime, apriva fabbriche, costruiva reti ferroviarie e stradali per il commercio; per l’Europa pareva aprirsi un’era di crescente benessere, tanto che il mito di un «progresso» inarrestabile divenne una vera e propria ideologia.

Dall’altra parte, una classe proletaria fatta da ex contadini inurbati forniva forza lavoro alle industrie.Lo sfruttamento, le tremende condizioni di salute e sicurezza sul lavoro, i diritti negati e i salari da fame rafforzavano i movimenti socialisti; era invece ormai marginale l’idea dell’«anarchia» . I suoi sostenitori non individuavano la radice delle ingiustizie, come Marx, nel capitale o nella proprietà privata, bensì nello stato: con le sue istituzioni – legge, tribunali, polizia, prigioni, scuole, tasse – esso formava e giustii cava le diseguaglianze di classe e di ricchezza, tutelava i potenti e opprimeva tutti gli emarginati (non solo operai). Gli anarchici credevano in una società senza stato né classi, in cui gli uomini, cooperando come fratelli , avrebbero sanato ingiustizie e conflitti.
Ecco perché l’eroe anarchico era colui che uccideva l’incarnazione stessa dello stato: il re o il dittatore

Guccini non deve solo immaginarne il rancore verso i «signori» delle classi abbienti, ma anche fingere che egli avesse lanciato la locomotiva proprio contro il loro lussuoso treno adorno di «velluti e ori»: in tal modo il suo gesto suicida è una «vendetta» , il martirio di un eroe che punisce l’arrogante edonismo dei potenti e con il fischio della vaporiera dà un segnale di riscossa agli
oppressi delle campagne.

Ma anche questa è una libertà artistica: non si sa se Rigosi volesse colpire
un obiettivo, e del resto la linea fu presto sgombrata per evitare collisioni.

"...E contro ai re e ai tiranni scoppiava nella via
la bomba proletaria e illuminava l‘aria
la fiaccola dell’anarchia..."
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MessaggioTitolo: Re: [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica    Lun 4 Feb - 22:46



da un'intervista :

Come accolgono i giovani «le urla di furore di generazioni senza più passato, di neo primitivi» e altre frasi forti di «Shock in my town»?

"Con entusiasmo, direi proprio. Chi è giovane, a qualsiasi età è pronto al rinnovamento, all'autocritica e non si preoccupa dei pregiudizi. Ho detto recentemente in pubblico come secondo me la gioventù sia un luogo psichico a prescindere dal fatto anagrafico. "Shock in my town" usa espedienti sonori "barbari" per tematiche già affrontate in passato. Il pericolo dell'imbarbarimento gabellato per evoluzione." F.B.
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MessaggioTitolo: Re: [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica    Mar 5 Feb - 0:30



Berta è Aldo Moro (Rino :"Ha fatto le scarpe a tutta Italia").

Il Santo sul rogo è Berlinguer (molti non accettavano le sue posizioni),
l'amianto che lo protegge è la trama di accordi che Moro, abile tessitore, aveva saputo creare.

Mario,Pino,Gino con cui Berta filava sono i Segretari dei partiti dell'arco costituzionale(Psi,Psdi,Pri,Pl­i); con i quali Moro aveva stretto alleanze (Governo delle astensioni).

Il bambino che nasce, figlio di Berta (Moro-Dc)e del Santo (Berlinguer-Pci) è il "compromesso storico"
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MessaggioTitolo: Re: [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica    Mar 5 Feb - 8:06

certo che il testo è criptico.....
Very Happy
dopo la "traduzione" è fantastico
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MessaggioTitolo: Re: [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica    

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