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 [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica

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MessaggioTitolo: Re: [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica    Mer 8 Mag - 23:22






Battiato usa spesso la simbologia nei suoi testi, una simbologia esoterica, spirituale, Battiato è un sufista, legge Rumi, segue Gurdjieff, lui stesso dice di meditare almeno due volte al giorno.

Gli uccelli sono raffigurati come simbolo del viaggio della Sapienza, della Conoscenza. Hanno il dono di portare e/o donarci una certa interiorità con il loro volo in alto e in basso.
Il testo "Le Aquile non volano a stormi" (tratto da poesie cinesi del IV-III secolo AC) è molto esoterico, molto profondo, e direi quasi ancestrale.
Vi sono presenti delle questioni ataviche dell'uomo come ad esempio "la strada è oscura e incerta e temo di offuscarmi". In silenzio però si soffre i danni del tempo poichè noi siamo fatti per vivere a stormi.

Il mito dell’aquila lo ritroviamo presso molte culture, legato a iniziazioni, prove di passaggio all’età matura, dignità a poter vivere la vita, nelle simbologie tutte però legate al respiro più libero profondo e ampio.

Simbolo di volo di testa corpo e cuore, sintesi aerea della trinità umana.

Il senso di sfida alla logica di stormo, di caparbia ricerca del vero anche all’interno, di voglia di cielo, qualsivoglia cielo, ma cielo sgombro come sgombra è la mente e il passo sul sentiero.
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MessaggioTitolo: Re: [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica    Lun 20 Mag - 18:38





In questa canzone, Fabrizio, credo si schieri chiaramente lontano dalla tipologia di persone che pian piano descrive elencando ciò che non ha e che non vuole avere di queste persone. E quindi si riferisce ad un "Tu" ipotetico, ad una "seconda persona singolare" dalla quale si discosta, alla quale non assomiglia e mai assomiglierà.

Quello che non ho è una camicia bianca
De André parlando della camicia bianca, si riferisce a quella tipologia di persone che ne fanno largo uso in pubblico, cioé chi vuole apparire distinto e professionale appunto Banchieri, Avvocati, Imprenditori, in poche parole la maggior parte della fascia di popolazione altolocata.

quello che non ho è un segreto in banca
Per l'appunto gli altolocati sono ricchi e con questa frase rafforza il pensiero espresso nella prima.

quello che non ho sono le tue pistole
Con le pistole si riferisce agli atteggiamenti d'aggressività che Banchieri, Imprenditori, Avvocati, etc. dimostrano e attivano nel loro rapportarsi con la società. Dicesi Imprenditore rampate, un imprenditore che non si fa scrupoli nel compiere azioni più amorali di altre, come far chiudere un'azienda, o concorrenza scorretta. Comunque sia le pistole sono il genere di azioni aggressive che comunemente le persone di successo hanno su chi gli è inferiore o sui rivali.

per conquistarmi il cielo per guadagnarmi il sole.
Parlando di cielo e sole si riferisce al mondo che riguarda queste persone ed il fine che queste persone o Questa persona (alla quale parla De André con questa canzone) cercano di raggiungere attraverso le "pistole".

Quello che non ho è di farla franca
E' abbastanza palese questa frase, quello che non ha è di non cavarsela per il meglio in tutte le occasioni. Di non scapparci sempre fuori illeso.
quello che non ho è quel che non mi manca
Quello che non ha è ciò che non gli manca, cioé ciò che non vuole, che non gli serve, che non si merita.
quello che non ho sono le tue parole
con questa frase ci si ricollega alle pistole, della strofa precendente. credo che il significato sia lo stesso.
per guadagnarmi il cielo per conquistarmi il sole.

Quello che non ho è un orologio avanti
Voler sempre essere un passo avanti alle altre persone, per poter vedere gli avvenimenti appena compiuti, prima degli altri e probabilmente fregare chi arriva dopo.
per correre più in fretta e avervi più distanti
questa frase rafforza la precedente, aumentando il divario fra il "Tu" al quale parla Fabrizio e il resto delle persone diverse.
quello che non ho è un treno arrugginito
Lui non vuole essere sempre un passo avanti, ma neppure rimpiangere sbagli compiuti, gli avvenimenti passati.
che mi riporti indietro da dove sono partito.

Quello che non ho sono i tuoi denti d'oro
Spesso capitava - tra le persone della generazione di Fabrizio De André - che chi volesse rifarsi i denti se li faceva fare con l'oro, metallo che non ossida a contatto con la saliva, e che rimaneva sempre lucente e pulito, cosa che le persone con meno possibilità economiche non potevano fare e quindi si dovevano accontentare di metalli più poveri che s'annerivano col tempo e la saliva. Quindi un altro simbolo di ricchezza e vanità.

quello che non ho è un pranzo di lavoro
quello che non ho è questa prateria

Prateria, pianura, ampi spazi dove si corre avanti, dove non c'è nulla, si corre e basta, senza assaporare/subire appieno le emozioni tra cui anche quelle negative (malinconia)
...per correre più forte della malinconia.

Quello che non ho sono le mani in pasta
Semplicemente direi raccomandazioni, aiuti, paraculamenti come dir si voglia.
quello che non ho è un indirizzo in tasca
Idem come una riga su.

quello che non ho sei tu dalla mia parte

Ecco qui è proprio diretto. Tu ora parla proprio alla/e persona (tipologia di persone) a cui si riferisce. Non gliene importa d'avere il suo consenso, che lo capisca, che sia dalla sua parte.
quello che non ho è di fregarti a carte.
Non vuole ne averlo con se, ma neppure fregarlo od illuderlo.

Quello che non ho è una camicia bianca
quello che non ho è di farla franca
quello che non ho sono le sue pistole
per conquistarmi il cielo per guadagnarmi il sole.

Quello che non ho...
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MessaggioTitolo: Re: [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica    Gio 13 Giu - 18:00



"Prinçesa" è una canzone contenuta nell'album "Anime salve", composto nel 1996 da Fabrizio De André e Ivano Fossati. Mi piacerebbe considerare questo album come il reale testamento di De André. "Anime salve" è la sintesi di una coerenza di idee che ha accompagnato il cantautore genovese (ovviamente mi riferisco a De André, con buona pace dell'ottimo Fossati) per tutto il tempo della sua vita artistica.


"Il meglio della cultura viene sollecitato da persone che si trovano in minoranza e che proprio per i loro doni vengono emarginate e all'occorrenza perseguitate. Un esempio classico sono gli individui che nascono con caratteristiche esteriori appartenenti a un sesso che non corrisponde alla loro identità più profonda . 
Ne parlo nella canzone Prinçesa, che ho tratto da uno splendido, breve romanzo di Maurizio Janelli e Fernanda Farias, in effetti una biografia . Nella musica ci sono improvvise variazioni : è il riepilogo dei passaggi fondamentali della vita della protagonista, un elenco di gioie e sfortune incontrate nelle tappe delle sue varie metamorfosi . Da bambino si trova ad assumere comportamenti femminili, poi da femmina malriuscita corre all'incanto dei desideri, tentando prima con mezzi chimici e in seguito attraverso una vertigine di anestesia chirurgica di assomigliarsi, di corrispondere a un profondo desiderio che la vuole donna. Per mantenersi esercita la professione più antica del mondo, finché per volere del destino si trasforma ancora, e per l'ultima volta, da prostituta nell'amante ufficiale di un avvocato .
Questa è l'ultima metamorfosi; la musica, grazie anche e soprattutto a Ivano Fossati, accompagna questa evoluzione passando da tonalità maggiori a minori e sottolineando in quel martellare di cembali il miraggio della felicità, fino a ritornare all'infanzia brasiliana."   cit. de Andrè 





con l'uso pregevole di De André di trovare parole che spiegano concetti altrimenti esprimibili con immense perifrasi: dalle parole allusive come "pecora" e "vacca". Nella poesia di De André non bisogna mai perdere di vista il contrasto tra società, mondo borghese (in questa canzone mirabilmente rappresentato dal vociare in sottofondo, come uno sghignazzare inquietante) e sentimenti individuali. Nell'attacco Prinçesa usa i due termini "pecora" e "vacca" per presentarsi.
Questi termini le sono stati attribuiti, presumibilmente, dalla società: rispecchiano la malignità della società (è inequivocabile il loro significato che col primo espletano il modo di amare e nel secondo, ma già nel primo, il disgusto borghese). E' fondamentale che Prinçesa metta all'inizio questi termini: lei ci si presenta quasi con modi sgarbati, celandosi e proteggendosi come si comporterebbe con un estraneo, spaventata e sulla difensiva secondo una reazione che la società, con una meschinità senza confini, le ha radicato.
Così nell'impeto di una semi-invettiva ci restituisce la cattiveria dei nomi che la società le ha affibbiato. E questo si spiega con il verso successivo: "ché agli animali si vuol giocare" (in questo caso il "che" congiunzione o causale cambia poco il senso, secondo un uso in atto nell'italiano di uso medio). Prinçesa preferisce definire questi nomignoli "gioco". Qui con un colpo da maestro De André evidenzia la grande umanità di Prinçesa che tratta la società come dei bambini ai quali lei si presta, che lei asseconda nel loro gioco; un gioco che la denigra del tutto ma che lei vede come tale in virtù di una grande umanità: è fondamentale in De André l'opposizione tra un esterno meschino e farabutto ed un interno, una singola vita emarginata che perdona gli scherni e che vorrebbe integrarsi già colma di una paura che la società gli ha procurato. Inequivocabile la situazione del protagonista delle canzone "Un matto" (ma anche di molti altri personaggi deandreiani).


Molto eloquente il "chiaroscuro dove son nato", che evidenzia l'ambiguità contrastiva tra la sua essenza e le sue aspirazioni, l'opposizione tra l'essere ed il voler essere, come una penombra esistenziale. E' qui che iniziano immagini allusive. Già dalle "ciglia di questi alberi", sotto le quali (ciglia) lui rappresentava l'orizzonte per lo sguardo quasi accondiscendente della madre, che scrutava sicura l'avvenire del figlio, come un futuro di rinsavimento. 
Nelle parole virgolettate della madre si evince un certo sentimento di soddisfazione per la femminilità del figlio, indole facilmente mutabile (secondo lei) semplicemente con l'istinto e più in generale con la vita. Tutt'altro. Prinçesa si immaginava donna di fronte allo specchio, lasciò il chiaroscuro dove era nato per inseguire i suoi sogni. Significativo il "dormiveglia della corriera", come una prima prova da superare, un restare con un occhio aperto non appena si comincia a proseguire da soli, che ci appare attraverso la consueta immagine di afa e sonnecchiamento di una corriera.

Il primo impatto con la società è un lavoro nella cucina di una pensione, dove i sogni si mischiano con la realtà di ormoni da buttar giù per diventare donna. Tutto questo per realizzare un sogno, per svegliarsi all'alba già donna e concretizzare una aspirazione più forte della fortuna, della sorte. Tutto questo per far "l'amore come una donna", mentre la parte mascolina di lui, Fernandiño, "resiste e vomita e si contorce dal dolore": qui ancora c'è il contrasto tra l'essere nato maschio ed il più forte desiderio di femminilità; tutto ciò sparirà tra poco col "il bisturi per seni e fianchi in una vertigine di anestesia" che permetterà al suo corpo di "assomigliare" ai suoi desideri; attenzione, non essere identico, non è una completa vittoria, come non lo sarà l'essere "brace" di stella ed il doversi nascondere per essere l'amante di un avvocato. Per seguire i suoi sogni Prinçesa è costretta a prostituirsi. Qui c'è il piccolo capolavoro nel capolavoro:

"dove tra ingorghi di desideri
alle mie natiche un maschio s'appende
nella mia carne tra le mie labbra
un uomo scivola l'altro si arrende"


A questo punto Fernandiño è morto. Molto azzeccata l'espressione "mi è morto in grembo", come per esorcizzare il dispiacere di non poter procreare (particolare che lo renderà per sempre differente dalle vere donne), osservazione molto triste, ma che evidenzia la forza di Prinçesa: lei sapeva a cosa andava incontro ed il dispiacere che potrebbe provare una madre per un figlio che muore in grembo lei lo ha provato nel momento in cui la società l'ha rifiutata e biasimata. Ora il ricordo di una stella morta (Fernandiño) si mescola alla brillantezza della stella dal nome Prinçesa. Si badi bene però:
Fernanda, la nuova "creatura", è una "bambola di seta", è solo apparenza sotto una vera anima femminile. Per questo motivo la stella è spenta ma brilla della luce che Fernanda le dà da dentro, dalla sua anima, infatti il tutto è reso con una sinestesia "squilla di luce".
E' la luce che esce dall'anima di Fernanda (lo squillo) che fa brillare la stella di Prinçesa: l'esteriorità di Fernanda è brace di stella non meno di Fernandiño.



fonte : www.viadelcampo.com 
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MessaggioTitolo: Re: [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica    Gio 13 Giu - 18:11




How many roads must a man walk down
Before you call him a man?
Yes, 'n' how many seas must a white dove sail
Before she sleeps in the sand?
Yes, 'n' how many times must the cannon balls fly
Before they're forever banned?
The answer, my friend, is blowin' in the wind,
The answer is blowin' in the wind.

How many times must a man look up
Before he can see the sky?
Yes, 'n' how many ears must one man have
Before he can hear people cry?
Yes, 'n' how many deaths will it take till he knows
That too many people have died?
The answer, my friend, is blowin' in the wind,
The answer is blowin' in the wind.

How many years can a mountain exist
Before it's washed to the sea?
Yes, 'n' how many years can some people exist
Before they're allowed to be free?
Yes, 'n' how many times can a man turn his head,
Pretending he just doesn't see?
The answer, my friend, is blowin' in the wind,
The answer is blowin' in the wind.



Il testo presenta una struttura del 3+1: tre strofe, all'interno delle quali sono presenti rispettivamente tre domande (di tipo riflessivo) cui l'autore propone "un'unica soluzione" ("the answer my friend, is blowing...)


La canzone si apre con una sorta di "contestazione" nei confronti dell'uomo che nonostante il suo evolvesi in 2000 anni di civiltà, non ha ancora preso coscienza di se stesso; ancora va errando senza meta. Infatti, la seconda domanda della prima strofa, attraverso la metafora della colomba bianca (white dove), indica questa condizione in cui l'uomo non riesce a trovar pace ("before she sleeps in the sand" - posarsi sulla spiaggia -).


Con la terza domanda l'autore anticipa quello che sarà il tema della successiva strofa: le armi che riportano al crudele pensiero della guerra. Essa, infatti, con le sue esplosioni "oscura", "appanna" il cielo, quindi quanto ancora dovrà aspettare l'uomo prima di poter vedere la luce del sole…? ("How many times must a man look up before he can see the sky?" - sky=cielo=sole=Luce di libertà -)


Con le successive due domande viene invece fatto un chiaro appello all'indifferenza dell'uomo che con l'infamia e la crudeltà della "macchina della guerra" non si ferma neppure di fronte all'innocenza dei bambini e delle donne ("how many ears must one man have bifore he can hear people cry? Yes, and how many deaths will it take till he knows that too many people have died?").


Nella terza strofa si termina con la riflessione sulla guerra, che con la sua forza "abbatte" persino le montagne ["How many years can a mountain exist before it's washed to the sea"] (chiara allusione alla potenza nucleare) e si continua con una riflessione dell'uomo che si sente ingabbiato da questa vita, che non gli permette di sentirsi libero (How many years can some paople exist before they're allowed to be free?) terminando infine con una frase di contestazione: fin quando si pretenderà che l'uomo non prenda coscienza di tutto ciò.



A tutti questi interrogativi vi è una sola risposta espressa dal ritornello ("the answer, my friend is blowin' in the wind, the answer is blowin'in the wind"); essa è un chiaro segno d'impotenza dell'uomo, che non riesce a dare una spiegazione a tale condizione, e nello stesso tempo cenno d'ottimismo poiché a tutte queste domande, tuttavia una risposta esiste ed è nel "vento", aspetta solo di essere colta. Inoltre è presente nel testo, e precisamente nel ritornello, la parola chiave: "Mio amico"; il poeta-musicista si rivolge all'intera umanità in termini di fratellanza di fronte ad una situazione che ci accomuna tutti.
Nel complesso si presenta come una canzone molto espressiva poiché riesce a racchiudere in tre strofe un insieme di tematiche, valori e speranze che hanno segnato un'epoca: quella degli anni 60'. 


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MessaggioTitolo: Re: [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica    Gio 25 Lug - 0:23



A differenza di quello che pensa la maggior parte della gente , Knockin' on heaven door non è una canzone dei Guns'n'Roses, ma del grande più grande paroliere del panorama Rock del secolo passato , Bob Dylan, il quale, grazie al suo genio, si è guadagnato l'appellativo de "il poeta". Il gruppo di Axl ne ha poi fatta una cover..

La traduzione del brano è piuttosto semplice  e il suo significato non ha bisogno di molte spiegazioni, visto che arriva dritto al cuore.


Mama take this badge from me
I can't use it anymore
It's getting dark too dark to see
Feels like I'm knockin' on heaven's door


Che si può tradurre come:

Mamma toglimi il "badge",
non ne ho più bisogno
sta diventando troppo scuro per vedere
mi sembra di bussare alla porta del paradiso.

Ricordiamoci che quando il poeta scrisse questa canzone gli americani stavano combattendo la guerra del Vietnam, e il poeta era il massimo portavoce del movimento pacifista. Tanto da essere stato spesso censurato e, cosa assai grave in un paese come gli Stati Uniti, accusato di comunismo. Il "badge" è la medaglietta che tutti i soldati americani portano al collo, appesa ad una collana, con tutti i suoi dati identificativi. Quando un soldato muore viene appesa alla lapide, ma, se muore in battaglia e non è possibile riportarne il corpo nel paese natale, il soldato più vicino gliela strappa e la porta all'accampamento per "aggiornare l'ufficio anagrafe".

Le 4 frasi che compongono il paragrafo, che rappresentano il pensiero di un soldato, riassumono una moltitudine di concetti ed emozioni: il desiderio della madre, l'impossibilità di portare a termine il servizio assegnato, l'oscurità che scende e, per finire, la sensazione di bussare alla porta del paradiso, efficace eufemismo che ricorda l'italico "passare a miglior vita". La sensazione che lasciano queste parole nel cuore di chi le ascolta sono morte, solitudine, inutilità, lontananza dagli affetti...

Insomma, quelle tragiche emozioni che hanno provato decine di migliaia di marines morti lontano da casa in una guerra che non sapevano nemmeno perchè stassero combattendo.

"Mama put my guns in the ground
I can't shoot them anymore
That cold black cloud is comin' down
Feels like I'm knockin' on heaven's door
"  :

"Mamma sotterra le mie pistole
Non posso più sparare
Quella fredda nebbia nera sta scendento
Mi sembra di bussare alla porta del paradiso."

È la fine, la vita inutile di un soldato sta arrivando al termine. Sotterra le mie pistole perchè non posso più sparare è un concetto molto forte.  Sono al mondo per uccidere e non lo posso più fare. Ecco cos'è un soldato (secondo Bob Dylan), un niente venuto al modo per uccidere. Un individuo senza affetti che può raccomandarsi solo a sua madre, perchè non ha donna, figlio o altro. In questo senso la morte può sembrare quasi liberatoria, quasi forte. Ecco perchè "bussare alle porte del paradiso". Ma anche questa illusione viene distrutta, quando la morte che sopraggiunge prende la forma di una fredda nebbia che sta scendendo su di lui.


Il testo dei Guns'n'Roses.

Aggiungere una sola parola ad un testo di Bob Dylan è come voler aggiungere una strofa alla divina commedia: si finisce per mettere una bestemmia dentro al padre nostro. I Guns hanno aggiunto un paragrafo intero, scritto in slang e anche piuttosto volgare. Ma, proprio per il netto distacco dal linguaggio originale e per il fatto di non essere stata inserita nella melodia, ma come una telefonata giunta da fuori, li possiamo perdonare. Recita così:

"You just better start sniffin' your own
rank subjugation jack 'cause it's just you
against your tattered libido, the bank and
the mortician, forever man and it wouldn't
be luck if you could get out of life alive"
Knock-knock-knockin' on heaven's door


"è meglio che inizi a sniffare
nel tuo grado di assoggettamento
coraggio, perchè sei solo tu contro
la tua libido stracciata
la banca e l'impresario, per sempre uomo
e questa non sarebbe fortuna se tu
potessi uscire fuori dalla tua vita vivo"

Si crede  che con questo callout,  nella loro versione degli anni 90, volessero estendere il concetto di soldato a tutti quegli americani che ogni giorno combattono la loro guerra per la sopravvivenza. Non più contro Vietkong o altri soldati, ma contro le banche, i creditori, gli affittuari, i datori di lavoro.. altra guerra dove tu sei l'ennesimo inutile soldato, guerra dove non potrai mai vincere, ma nella quale sarai costretto a combattere fino alla morte.
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MessaggioTitolo: Re: [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica    Mar 17 Set - 23:14




Autore : anonimo

La canzone fa parte di una vecchia tradizione folk dei primi del 1800. Viene chiamata sia “The House of rising sun”, che “Rising sun blues”. The House of rising sun viene scoperta da Alan Lomax, ricercatore etnomusicologo che ha scoperto numerose canzoni folk, soprattutto radicate nelle origini degli schiavi deportati d’africa. Figlio di un musicologo, crea anche un sistema di classificazione apposita per gli stili del canto popolare, chiamato Cantometrics.
Lui sostiene che la musica viene tratta e rielaborata da una ballata del 1600, probabilmente da attribuire a Matty Groves. Il testo invece venne scritto da Georgia Turner e Bert Martin, di origini del Kentucky.

The House of rising sun significa letteralmente La Casa del sole nascente. La canzone è ambientata a New Orleans e tratta di un’esistenza sfortunata.

La Casa del sole nascente sembra poter essere una casa chiusa, un bordello.

Probabilmente veniva chiamata così perchè la tenutaria del bordello era una donna di origine francese, madae Marianne LeSoleil Levant (trad. Marianna Sole Levante). La casa chiusa si trovava a New Orleans, in St. Louis Street, al numero 826-830. Venne aperta nel 1862 e chiusa nel 1874, per le proteste dei vicini. Infine venne abbattuta nel 2007.

La canzone The House of rising sun venne interpretata da numerosi artisti. Il primo fu Bob Dylan nel 1961. La cantava raccontando a storia di questo ragazzo che vive un vita cruda, come un narratore esterno che espone il testo della canzone ai suoi auditori.

La versione degli Animals rimarrà nella storia, per l’assonanza tra la vita del cantante e del protagonista della canzone infatti il cantante del gruppo, Eric Burdon, visse una vita fatta di eccessi.

La vicinanza al protagonista della canzone e la lettura del significato della canzone degli Animals passeranno alla storia della musica.

Una canzone in origine tipicaente folk diventa con l’interpretazione degli Animals una canzone rock.
Il senso della canzone viene stravolto e il significato prende nuova vita. Si pensa che in origine il protagonista della canzone fosse una lei che è costretta a prostituirsi presso la Casa del sole nascente. Con l’avvento degli Animals il senso della canzone viene adattato a quello di un ragazzo che gioca d’azzardo e ha una famiglia alla spalle consumata dal vizio e dalla depravazione.

E così The House of the rising sun diventa un monito: <Oh, madre dì a tuo figlio di non fare quello che io ho fatto>. Lasciate la cattiva strada per quella buona e non entrate nella casa del sole nascente.

alidi.it

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MessaggioTitolo: Re: [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica    Mar 24 Set - 20:25



E' una canzone contenuta nell'ultimo album dei Blackmore's Night, scritta da Ritchie Blackmore come tributo a Jon Lord, tastierista fondatore dei Deep Purple scomparso da poco.
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MessaggioTitolo: Re: [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica    Lun 11 Nov - 3:03




Adelante! Adelante! è la decima traccia dell’album Canzoni D’Amore, datato 1992, di Francesco De Gregori; un album che a dispetto del titolo (per certi versi assai ironico) è una pesante opera di denuncia nei confronti degli scandali che stavano divampando in Italia, su tutti quello di Tangentopoli (" ..questi soldi che non hanno odore.." ) ;

con Di Pietro che assumeva le sembianze del guidatore di un "autotreno carico di sale" da spargere sulle ferite del sistema politico italiano " ..da Torino a Palermo, dal cielo all'inferno, dall'Olimpico al Quirinale .. "

In " Adelante, Adelante" il riferimento alla contemporaneità assume i toni di un realismo simbolico, da riferimenti che nascondono diversi piani di lettura di questa terra .. "Che già confonde la notte e il giorno"..." E  l'innocente col criminale " .. " Ed il diritto col Carnevale " .
Nello sfogo contro una nazione in cui le leggi vengono spesso derise gioca sul nome del giudice Carnevale.
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MessaggioTitolo: Re: [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica    Lun 9 Dic - 23:38




Una canzone che ci proietta su livelli di assoluta eccellenza, nelle creazioni della contorta genialità di Freddie Mercury e dei suoi tre compagni di viaggio (secondo la leggenda la canzone sarebbe nata da una jam session): è un brano epico, coinvolgente, in cui il suono tagliente che esce dalla Red Special di Brian May e la sconvolgente potenza vocale di Freddie rapiscono l'ascoltatore in un vortice di emozioni pienamente rispecchiato dalle liriche, che culmina nella sezione centrale:

Through the sorrow all through our splendour
Don't take offence at my innuendo

You can be anything you want to be
Just turn yourself into anything you think that you could ever be
Be free with your tempo, be free be free
Surrender your ego - be free, be free to yourself

-traduzione

Per il dolore che impregna il nostro splendore
Non offendetevi alla mia insinuazione

Puoi esser tutto ciò che vuoi
Trasformandoti in qualunque cosa pensi potresti mai essere
Sii libero col tuo ritmo siate liberi siate liberi
Abbandonati al tuo io siate liberi io siate liberi
Per voi stessi


È un delicato arpeggio su cui si posa, dolcemente, la linea vocale a costruire la cerniera di questa canzone, seguito dal celeberrimo assolo in stile flamenco: prima la chitarra acustica, poi quella elettrica, si susseguono in splendidi virtuosismi (l'acustica viene qua suonata da un ospite d'eccezione come Steve Howe, leggendario chitarrista degli Yes); la parte finale è prima oscura e opprimente, anche in virtù degli effetti applicati alla voce, in seguito riempita dagli inarrivabili acuti di Mercury.
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MessaggioTitolo: Re: [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica    Mar 10 Dic - 16:57

I'm Going Slightly Mad è un capolavoro troppo poco spesso citato e considerato... capolavoro per i testi, chiaro riferimento, da un punto di vista folle e visionario, alla situazione emotiva, ma anche fisica, di Freddie, che nonostante ciò sfodera una forza e una passione incredibili per cantare al mondo, ben prima dell'annuncio che darà il 23 Novembre 1991, di essere ormai arrivato a un punto dal quale non è più possibile tornare indietro (I'm Going Slightly Mad, It Finally Happened, Oh Dear!).

Ma capolavoro anche per la musica, dal mood cupo, insistente, claustrofobico, rotto solo dall'assolo di May, che rimane comunque molto più sommesso del solito; un viaggio nella follia di una mente geniale ma ormai irrimediabilmente malata, di un uomo vissuto per anni al centro del palco, ma con un retroscena di sentimenti e sofferenze che spesso si trovava a dover nascondere.

And there you have it


E infine capolavoro per il video, il miglior modo per entrare nello spirito della canzone:

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Ramsey
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MessaggioTitolo: Re: [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica    Mar 10 Dic - 19:55

bellissimi pezzi Franz
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MessaggioTitolo: Re: [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica    Dom 5 Gen - 17:07



La canzone parla di una violenza o un'aggressione a una donna.
La violenza sarebbe simbolica : è quella che il "sistema", o più genericamente la "realtà", la sua violenza psicologica, scarica contro l'individuo sensibile (Michael)


"Annie are you ok?
So, Annie are you ok?
Are you ok, Annie
Annie are you ok?
So, Annie are you ok
Are you ok, Annie
Annie are you ok?
So, Annie are you ok?
Are you ok, Annie?
Annie are you ok? "

"Annie stai bene?
Allora, Annie stai bene?
Stai bene Annie?

Annie stai bene?
Allora, Annie stai bene?
Stai bene Annie?
Annie stai bene?
Allora, Annie stai bene?
Stai bene Annie?
Annie stai bene? "



M.J. si identifica in Annie, e il coro "are you ok?" fa pensare agli sciocchi che non afferrano questo dramma e liquidano con un "sei ok?".

L'angoscia che c'è nelle prime battute esplode in gioia perchè la personalità sensibile di Michael subendo questo peso cerca di ribellarsi e di esplodere, di imporsi, di espandere;portando la meditazione sull'espansione e l'affermazione (magari anche in senso superomistico) del sè.
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MessaggioTitolo: Re: [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica    Ven 4 Lug - 17:26

R.I.P. Faletti




Nel 1994, in un’Italia ancora scossa dalle stragi mafiose del ’92 (Capaci e via D’Amelio) e del ’93 (via dei Georgofili a Firenze e via Palestro a Milano), Giorgio Faletti cantò al Festival di Sanremo una canzone apparentemente curiosa, Signor Tenente che era in realtà una forte denuncia delle condizioni lavorative delle Forze dell’Ordine in generale e dei Carabinieri in particolare, ‘gettati in aria come uno straccio in un paese dove tocca farsi ammazzare per poco più di un milione al mese‘…

Il brano è passato alla storia soprattutto per l’imprecazione ‘minchia, signor tenente‘, ripetuta più volte nel testo con un accento siciliano per rendere maggiormente chiaro il riferimenti a Cosa Nostra. Il dettaglio sottolineava anche quanto fosse più sentita questa situazione nel sud Italia, dove si erano verificati maggiori eccidi mafiosi e da dove provenivano, per larga parte, i carabinieri italiani.
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MessaggioTitolo: Re: [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica    Ven 4 Lug - 19:45

r.i.p.
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MessaggioTitolo: Re: [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica    Ven 4 Lug - 21:12

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MessaggioTitolo: Re: [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica    Mer 9 Lug - 15:34



Joe Strummer - Redemption Song
Lo adoro e adoro questa canzone cantata da lui!!
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MessaggioTitolo: Re: [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica    Mer 9 Lug - 19:55

Smile  Very nice...

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MessaggioTitolo: Re: [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica    Gio 9 Ott - 15:37



I am the passenger
I stay under glass
I look through my window so bright
I see the stars come out tonight

Un inno alla S-Bahn, un canto glorioso della S1, la linea che era solito prendere per andare fino al Wannsee con l’amico David Bowie. Nuove dichiarazioni, rilasciate dal Die Zeit dall’ex fidanzata Esther Friedman, fanno luce sull’origine di The Passenger, una delle canzoni più famose dell’iguana del rock, Iggy Pop.

Pop, da Hauptstrasse, dove abitava, saliva a bordo del treno alla vicina stazione di Schöneberg, prendendo la S1 in direzioneWannsee. Un viaggio di circa 25 minuti attraverso la città, che esercitava su di lui un fascino potente.

Al punto da ispirare una canzone poi divenuta immortale: The Passenger, appunto. Inserito nel disco “Lust for life” (1977), il brano è caratterizzato da un riff semplice e orecchiabile – opera del chitarrista di Iggy, Ricky Gardiner – e da un testo altrettanto iconico, che secondo i critici rappresentava alla perfezione lo spirito “nomade” e randagio del punk, in cui si possono ritrovare tracce di alcuni poemi di Jim Morrison.

Nella canzone ci sono anche i cori di Bowie, con il quale Pop condivideva l’appartamento. Della convivenza, il Duca Bianco conserva ricordi divertenti: “Iggy era “troppo” per me”, ha spiegato in un’intervista al Tagesspiegel (che Il Mitte ha tradotto per voi). “Avevamo orari molto contrastanti. Inoltre, Iggy mangiava tutto quello che riusciva a trovare nel frigorifero, una cosa che mi ha sempre fatto molto arrabbiare. Io ero sempre quello che faceva la spesa e lui quello che mangiava tutto”.
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MessaggioTitolo: Re: [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica    Gio 9 Ott - 16:36

bentornato J.B.S. !



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MessaggioTitolo: Re: [JUKEBOX "secessionista"]- Raccolta di musica    

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