www.MOTOLTREPO.com
Iscriviti gratis al FORUM (con nickname e password)
e potrai:
comunicare con messaggi personali (PM), vedere la lista Utenti, dire la tua su eventi, attività (motociclistiche e non)
partecipare ai sondaggi, pubblicare la foto della tua moto,
vedere quali sono i post non ancora letti
(ps: non invieremo spam al tuo indirizzo e-mail)

www.MOTOLTREPO.com

AMORE PER LA MOTO E LE DOLCI COLLINE DELL'OLTREPO -(con spazio anche a: SPINO FIORITO, Associazione Culturale)
 
IndiceIndice  RegistratiRegistrati  Accedi  
PARTNER
PNEUS PAVIA

---------------------------------


VOLO DI RONDINE
(Oltrepo e Mali)

--------------------------------

------------------------------

Ultimi argomenti
________________
per i Programmi TV
di stasera
CLICCA QUI

Licenza
__________________
Cerca
 
 

Risultati secondo:
 
Rechercher Ricerca avanzata

Condividere | 
 

 chi troppo vuole... (Regno Unito)

Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Andare in basso 
AutoreMessaggio
sergioenrico

avatar

Numero di messaggi : 241
Data d'iscrizione : 18.12.12

MessaggioTitolo: chi troppo vuole... (Regno Unito)   Mar 11 Nov - 17:48

Il tempo di questi giorni mi ricorda un viaggio di qualche anno fa. Come sempre sono prolisso ma visto che siamo in inverno, vi propino la prima parte del viaggio, e se c’è un succo in tutta questa storia direi che

chi troppo vuole…….


Pavia Reims km 875 + 200

Tutto è pronto, si parte.
Nonostante i lunghi e meticolosi preparativi, che dovrebbero risparmiarci l’ansia dell’inizio di un viaggio, con noi portiamo alla partenza quel po’ di inquietudine per quel residuo di ignoto che ci può riservare una vacanza di 6000 chilometri attraverso l’Europa,  fino ai paesi anglosassoni.

Un duro e puro direbbe probabilmente che il meglio è partire all’avventura ma per abitudine, carattere e forse per darci sicurezza, preferiamo sapere prima cosa ci aspetta durante un viaggio.

Questo atteggiamento può togliere un po’ di sorpresa ma sicuramente consente di  non perdere quei  posti che meritano di essere visti  e  di non avere il rimpianto di non aver fotografato quello scorcio spettacolare oppure di non poter raccontare quel luogo indimenticabile,

Ci aspettano circa 1100 chilometri per arrivare a Calais dove comincerà il viaggio vero.  Per questo, abbiamo diviso questo tratto di strada in due tappe: La prima di circa 850 chilometri fino a Reims, la seconda, di circa 300 fino a Calais e poi a Canterbury

Alle 6,30 siamo già a Chiasso, dove ci vogliamo regalare un ultimo caffè “italiano”. Aperta la giacca, frugo nella tasca interna alla ricerca del portafoglio … NULLA!!!  Nel panico, cerco di razionalizzare: L’unica è tornare a casa, bloccare le carte di credito, disdire le prenotazioni e rassegnarsi a passare le ferie a Pavia.

Durante il ritorno la folgorazione, che via,via si traduce nella certezza di aver messo il dannato portafoglio nella giacca sbagliata: Quella rimasta a casa! Forse già qui dovevamo capire che non era aria!  
Alle otto siamo in casa, con il cuore in gola ci troviamo a frugare nell’armadio. Eccolo! Mi do’ ripetutamente dell’asino, invoco San Cristoforo e ripartiamo. Dobbiamo aggiungere 200 chilometri alla lunga tappa che ci doveva portare a Reims. Poco male, rinunceremo alla visita alla bellissima cattedrale gotica, ma non dovremo sacrificare nulla di sostanziale del viaggio.

Nonostante il ritardo, vista la coda al tunnel del Gottardo decidiamo per il passo utilizzando la strada nuova. (La vecchia Tremola potrebbe non essere così divertente da affrontare con la moto stracarica e comunque l’abbiamo già percorsa diverse volte)
In cima ci accolgono le classiche salamelle, un cielo coperto ed un clima rigido che ci prepara a quello che presumibilmente troveremo più a nord.

Basilea, Strasburgo, Metz. I chilometri di autostrada scorrono sotto le ruote della Caponord fino a quando, dopo più di 1000 chilometri, con il mal di schiena che comincia a farsi sentire, arriviamo finalmente a Reims,  solo in tempo per cenare nell’albergo della collaudata catena Ibis, che avevamo prenotato con internet e regalarci il lusso di un flute di Campagne.




Reims Canterbury km 300


Ripartiamo di buon’ora in direzione nord per affrontare i 250 chilometri che separano Reims da Calais e poco dopo mezzogiorno, ci incolonniamo tra camper e auto in attesa dell’imbarco.
Come al solito ci metto un po’ troppo a legare la moto, ma dopo una decina di minuti siamo sul ponte e superata la diffidenza verso il british food,  sperimentiamo per la prima volta la cucina inglese.  Per andare sul sicuro, scegliamo un classico fisch&cips  che si rivela meno tossico del previsto e assaggiato per la prima volta, persino buono.

Nel frattempo il traghetto sta rapidamente superando la distanza che separa la Francia dall’Inghilterra  e  all’orizzonte cominciano a profilarsi le Bianche Scogliere di Dover.

Il lento avvicinarsi della nave invita l’occhio a esplorare le alte falesie, e permette di scorgere, già da lontano,  il bianco sporco del calcare, di cui sono composte le scogliere. Coronate in cima da prati verdissimi, le White Cliff disegnano una linea ondeggiante, interrotta dalla sagoma di un immacolato faro che cattura l’attenzione.

Non sappiamo se le scogliere siano in qualche modo speciali dal punto di vista naturalistico ma da secoli sono la prima cosa che sia il conquistatore sia il viaggiatore vedevano dell’isola. Se oggi per noi, moderni turisti, sono solo un’attrazione, agli occhi degli  antichi doveva probabilmente rappresentare un formidabile ostacolo da superare.






Sbarchiamo dal traghetto per percorrere i pochi chilometri che ci separano da Canterbury. Fortunatamente si succedono l’uno all’altro numerosi cartelli che ci ricordano che qui la guida è a sinistra!

I primi 26 chilometri sono traumatici. Nelle rotonde, sembra che tutti cerchino di darci la caccia e disegnare traiettorie molto arrotondate (come di usa da queste parti) è affare complicato. Nonostante le pessimistiche previsioni riusciamo ad arrivare integri nell’hotel prenotato.

L’hotel della Holiday Hinn è parecchio fuori dal centro per cui riprendiamo la moto che parcheggiamo a ridosso delle mura e per la prima volta ci tuffiamo nel clima old british del centro storico di Canterbury
Canterbury è una splendida cittadina medievale di 40.000 abitanti, fondata dai Romani con il nome di Durovernum, come centro militare e commerciale sulla strada principale da Dover a Londra, dal 560 capitale del regno Sassone del Kent e nel 597, sede della prima diocesi cristiana della Gran Bretagna.
L'antico centro, parzialmente cinto dalle mura, che ha ancora l'aspetto medievale, con strette stradine e case a graticcio,  è dominato dalla enorme e splendida mole della Cattedrale, la Christ Church: La chiesa madre del Regno.



Nel dedalo di viuzze medioevali fatichiamo non poco ad orientarci ma con qualche informazione e seguendo il flusso dei turisti, riusciamo a trovare la cattedrale,  famosa per essere stata teatro dell’assassinio di Tomas Beket dopo una congiura ordita da Enrico II
L'uccisione di Becket,  fece della città una meta di pellegrinaggi e centro di primaria importanza per il mondo cattolico tanto che un affresco nella chiesa di San Teodoro a Pavia, ricorda l’episodio.
Oltre alla vicenda di Tomas Beket, l’attrazione che la cattedrale di Canterbury genera nei moderni viaggiatori, è dovuta al  fatto che la città è il luogo di partenza  della Via Francigena, percorsa dell'arcivescovo Sigerico, nel suo viaggio verso Roma nel 990.
Sigerico, recatosi a Roma per ricevere l’investitura papale, descrisse minuziosamente il suo viaggio di ritorno a Canterbury, suddividendolo in 80 tappe che costituirono preziose informazioni per i pellegrini che si recavano a Roma.
Varcata l’angusta porta che separa l’area religiosa dal centro cittadino ci si presenta la cattedrale con il classico schema architettonico di una chiesa gotica: la facciata a capanna, stretta tra due alte torri nella quale si apre una grande finestra.
I fianchi , sorprendentemente alti, sono ritmati da ampie finestre e da robusti contrafforti che reggono la spinta esterna procurata dalle volte.
Su tutto, posta al centro dell’incrocio tra  la navata centrale ed il transetto, torreggia l’altissima torre del tiburio  sormontata ai quattro angoli da arditi pinnacoli.
Entriamo nella chiesa, la cui origine risale ai tempi di S.Agostino di Canterbury, nel VI secolo, cui seguì una prima ricostruzione nel 1070.

Per onorare la crescente importanza di Canterbury come centro della cristianità, il primo arcivescovo normanno, Lanfranco, nel 1070 ordinò che fosse costruita una nuova cattedrale

Il suo aspetto attuale, è però dovuto alla  ricostruzione del 1175 sulle rovine della struttura preesistente distrutta da un incendio, e all’intervento della fine del  1300, che costituisce il primo e forse migliore esempio, di Gotico Inglese.
I segni delle varie trasformazioni subite dalla grande cattedrale sono del tutto evidenti all’interno dell’edificio. Nella parte absidale trionfa il severo stile romanico, che ricorda per qualche verso la grande cattedrale di Santiago de Compostela, ma che denuncia delle contaminazioni arabo normanne nell’adozione di archi a sesto acuto.  
La parte trecentesca della chiesa è invece totalmente gotica. Le navate sono strette, per accentuare al massimo la sensazione di altezza. I grandi pilastri a fascio conferiscono alla costruzione una eccezionale spinta verso l’alto sottolineata ed accentuata dalle nervature che si raccolgono al centro delle volte ad ogiva. Le murature, imponenti  nella parte romanica dell’edificio, diventano qui un sottilissimo foglio, quasi un velo, dove si aprono le grandi finestre vetrate
E’ sorprendente come lo stile chiamato, solo in età moderna, gotico, si sia diffuso in tutta Europa in un arco di tempo relativamente breve.
Penso all’enorme difficoltà di circolazione e trasferimento di tecnologie e di modelli organizzativi che l’adozione di tecniche costruttive totalmente nuove hanno imposto agli architetti ed ai costruttori dell’epoca. Occorreva tra l’altro, istruire carpentieri, scalpellini, muratori, falegnami  che dovevano adattarsi a criteri costruttivi del tutto innovativi.
Finiamo la visita nel grande chiostro che recupera tutti i temi dell’architettura gotica dall’arco a sesto acuto ai pinnacoli che danno slancio alla struttura, dai pilastri a fascio alla partitura delle finestre che modulano in modo sofisticato la penombra delle gallerie del chiostro.





La sera ceniamo in un fast food, vicino all’hotel. Forse siamo un po’ prevenuti, ma le primissime esperienze ci hanno già dato una certezza: la cucina inglese non è proprio tra i motivi principali del viaggio

Canterbury Winchester km 270

Prevedendo il traffico congestionato del fine settimana nei dintorni di Londra,  puntiamo decisamente a sud in modo da evitare la tangenziale londinese. La mossa non è proprio azzeccata, sembra che tutta la Gran Bretagna abbia avuto la nostra stessa idea e ci ritroviamo coinvolti in un traffico pazzesco.
Superata Haschford arriviamo ad Hastings, costeggiando località balneari che sembrano uscite direttamente dalla penna di Agatha Cristie.  Ci immettiamo nella trafficatissima tangenziale di Brighton, fino a quando un cartello non visto, ci fa infilare dritti, dritti  nel centro storico della cittadina.
Fatichiamo non poco a districarci tra il traffico, la guida a sinistra e quella leggera pioggerellina così inglese, che, tutte insieme, congiurano e fanno il possibile per metterci in difficoltà. Comunque, mantenendo la calma e seguendo il buon senso, ne usciamo senza perdere troppo tempo.
Proseguiamo per un centinaio di chilometri lungo la costa fino a Southampton per dirigere poi a nord verso Winchester, la meta di questa giornata.
A volte, le prenotazioni fatte con internet riservano sgradevoli sorprese, questa volta invece, arrivando all’albergo scelto, troviamo un posto sorprendentemente  gradevole, ben al di sopra delle nostre aspettative.
Lo White Horse, isolato nella campagna inglese, a tre chilometri dalla città di Winchester, è una curatissima casa di campagna con una quindicina di stanze, raccolte intorno al più classico dei prati all’inglese.
Programmiamo il resto della giornata e sperando nella clemenza del tempo. Riprendiamo la Caponord per tornare a  Winchester e visitare la sua cattedrale, cantata tra l’altro, in una divertente canzone degli anni settanta.
Anche a Winchester ritroviamo il vivace centro storico e la con onnipresente “High Street” dove ammiriamo le inglesissime case a graticcio
Seguendo il flusso della folla, arriviamo  al grande spiazzo su cui sorge al centro di  un bel prato, splendidamente isolata, la grande cattedrale.
L’edificio è costruito in uno stile che ben rappresenta la transizione tra lo stile romanico, severo e massiccio e lo stile gotico leggero e slanciato, vicenda così ben raccontato nel romanzo di Ken Follet, I pilastri della terra.
La chiesa, una delle più lunghe d’Europa, ed  una fra le più antiche del Regno Unito, ha una pianta a  croce latina con la facciata  caratterizzata dalla forma slanciata tipica del gotico, rotta da un enorme vetrata.  
I fianchi della cattedrale sono ritmati dagli splendidi archi rampanti messi per contrastare la spinta esterna generata dalle volte della navata minore sulla quale si scaricano, come in un complicato castello di carte, le spinte della imponente navata centrale.
Entrando nella cattedrale attraverso il portale che si apre nella navata centrale restiamo senza fiato per la grandiosità, la bellezza e la luminosità regalata dalle grandi finestre.
La navata centrale poggia su pilastri a fascio che si spingono, senza interruzioni, fino all’altissimo soffitto, slanciandone ancor più il profilo. Le nervature si raccordano con le volte a ogiva disegnando delle complicate  geometrie
In contrasto con la leggiadra parte gotica della cattedrale, la severa struttura romanica ci riporta alle origini normanne dell’edificio. Qui le strutture sono massicce, pesanti e non c’è quello slancio verso l’alto che caratterizza l’architettura gotica.
Dietro l’altare vi è un magnifico coro, tra i più antichi d’Inghilterra dove veniamo intrattenuti dalla grandiosa musica corale tipica del medioevo
La passeggiata nella cattedrale ci porta attraverso secoli di architettura chiesa inglese, dalle volte massicce della prima costruzione nella cripta normanna, ai fasti delle sue cappelle ornate da dipinti, sculture e incisioni. Splendido il grande schermo in marmo rosato molto lavorato e ricoperto di statue
Ritornati all’esterno si apprezza l’arcigna costruzione che sottolinea la pianta a croce greca al centro della quale sorge il semplice tiburio di chiara origine normanna.
Qua e là si scorgono le tracce dell’antichissimo chiostro che rappresentava il cuore del monastero.
Cena di gusto inglese nel lussuoso ristorante dove sono in contrasto la chiassosa allegria di un gruppo di stagionati compagni di scuola, con i gesti controllati del resto dei clienti. A nanna presto, per ripartire freschi e riposati al mattino





Winchester Fischguard km 367

Uova e Bacon a colazione e subito in sella per metterci alle spalle Winchester e prendere la strada  per Salisbury che ci porterà, in una trentina di miglia, in dei luoghi più famosi e celebrati del mondo: Stonehenge.

Il diavolo comprò le pietre da una donna d’ Irlanda e le portò nella piana di Salisbury. Una delle pietre cadde nel fiume Avon, le altre vennero portate sulla piana.    Le pietre sono  ancora lì

Oltre la leggenda c’è la suggestione di ammirare questo circolo di megaliti antico di 5000 anni, la cui tecnica di costruzione e il suo significato hanno, ancora oggi, una parte di mistero.
Le pietre di Stonehenge sono allineate ai punti di solstizio ed equinozio. Di conseguenza alcuni sostengono che Stonehenge rappresenti un "antico osservatorio astronomico",
Le pietre più grandi, dal peso di parecchie  tonnellate, sono state tagliate da una collina distante 30 km dal sito archeologico, e vennero probabilmente trasportate per mezzo di slitte da decine di uomini.
Le pietre di dimensioni inferiori sono state invece tagliate in Galles, ad una distanza di oltre 200 km dal sito, e vennero presumibilmente trasportate su imbarcazioni.
Stonehenge è anche un grosso “business”. Frotte di turisti “tutto compreso” scendono dai pullman gran turismo, si mettono in coda alla biglietteria, fanno un giro completo attorno ai megaliti  con l’immancabile guida acustica. Noi restiamo fuori dal recinto. ma anche così, da lontano, Stonehenge sa parlare al cuore, con la voce di un mondo antico e perso per sempre.



Lasciata alle nostre spalle la folla di Stonehenge ci spostiamo verso nordest. Poco dopo Bath,  una piccola località di vacanza diventata famosa grazie alle sue terme, ci immettiamo nella trafficatissima tangenziale di Bristol.
Dopo poco più di un centinaio di miglia, che non sembrano finire mai, lasciamo finalmente l’Inghilterra, e il suo traffico impossibile ed entriamo in  Galles,
Aria nuova in Galles cominciano le doppie scritte, inglese e gaelico, scompare il traffico e persino la persistente pioggerellina ci sembra meno fastidiosa.
Poco prima di Haverfordwest, un cartello che indica il castello di Picton, ci invita ad piccola deviazione per vedere l’antico maniero: Un piccolo edificio medioevale perso in un vasto bosco, circondato da uno dei più bei giardini del Galles.
Purtroppo il castello è chiuso, per cui non ci resta che riprendere la strada verso nord, che tra greggi di pecore e pascoli verdissimi, si  immerge in tunnel di alberi, creando  una atmosfera che, complice il cielo grigio e carico di pioggia, ci porta nei paesaggi di Tolkien
Dopo una ventina di miglia, con largo anticipo, arriviamo al porto di Fischguard. Purtroppo però, il traghetto per l’Irlanda partirà solo alle tre di notte e i chek-in sono ancora tutti chiusi. Dobbiamo quindi rassegnarci alla lunga attesa che durerà anche buona parte della notte.
Per ingannare il tempo passiamo la serata al pub dove tra giochi, birre e buona musica, trascorriamo una piacevole serata.



Le tre ore dopo mezzanotte, passate ad aspettare la partenza del traghetto, sono davvero pesanti e ci convincono dell’idiozia commessa. Quando dopo l’imbarco, ci stendiamo sui lettini del traghetto,  piombiamo subito in un sonno profondo.

Fine Prima Parte....
le altre se non mi uccidete prima.
Eugenia + Sergio


Ultima modifica di sergioenrico il Mer 12 Nov - 14:14, modificato 2 volte
Tornare in alto Andare in basso
Ens
mega postatore
mega postatore
avatar

Maschile
Numero di messaggi : 2402
Età : 59
Località : Viginon
Occupazione/Hobby : Di tutto un pò
Umore : Dipende dall'interlocutore
Data d'iscrizione : 21.03.14

MessaggioTitolo: Re: chi troppo vuole... (Regno Unito)   Mar 11 Nov - 19:46

Ammazza...questo si che lè un report...continua... bravura
Tornare in alto Andare in basso
valentino49
gran postatore
gran postatore
avatar

Maschile
Numero di messaggi : 355
Età : 68
Località : Val Tidone
Occupazione/Hobby : Pensionato
Umore : A volte su...a volte giu....
Data d'iscrizione : 26.03.12

MessaggioTitolo: Re: chi troppo vuole... (Regno Unito)   Mar 11 Nov - 20:26

bravura dacordi dacordi dacordi bravura
Tornare in alto Andare in basso
Norton
Admin
Admin
avatar

Maschile
Numero di messaggi : 11720
Età : 117
Località : Castelletto di Branduzzo
Occupazione/Hobby : moto (Bandit 1250, Beta Alp 200)
Data d'iscrizione : 31.07.08

MessaggioTitolo: Re: chi troppo vuole... (Regno Unito)   Mar 11 Nov - 20:56

letto tutto d'un fiato....
interessantissime per me le descrizioni delle cattedrali
Bravo, anzi bravi!

aspettiamo il seguito


moto emot
Tornare in alto Andare in basso
Yamaha800

avatar

Maschile
Numero di messaggi : 284
Località : mortara
Umore : stabile
Data d'iscrizione : 27.03.13

MessaggioTitolo: Re: chi troppo vuole... (Regno Unito)   Mar 11 Nov - 21:34

bravura dacordi
Tornare in alto Andare in basso
grayspida
mega postatore
mega postatore
avatar

Maschile
Numero di messaggi : 5641
Età : 126
Occupazione/Hobby : Maestro muratore/Cerco di conquistare il mondo
Data d'iscrizione : 21.02.10

MessaggioTitolo: Re: chi troppo vuole... (Regno Unito)   Mer 12 Nov - 12:53

Bel racconto e bella meta .. grande Sergio , questo sarebbe un altro itinerario da fare in futuro geek
Tornare in alto Andare in basso
sergioenrico

avatar

Numero di messaggi : 241
Data d'iscrizione : 18.12.12

MessaggioTitolo: Re: chi troppo vuole... (Regno Unito)   Ven 14 Nov - 17:10

urka!!!!!

siete ancora vivi, Shocked nessuno che mi insulta bounce bounce

allora dopo un buon relax vi propino una seconda puntata



Tornare in alto Andare in basso
Stras
gran postatore
gran postatore
avatar

Femminile
Numero di messaggi : 1348
Data d'iscrizione : 09.10.09

MessaggioTitolo: Re: chi troppo vuole... (Regno Unito)   Lun 17 Nov - 21:27

Anch'io ancora viva ! Shocked Laughing Smile
Certo, io non posso leggere presto come voi Sad
... ma fa niente, m'interessa, allora comincero domani la seconda parte ! study
Grazie ! study ciao flower
Tornare in alto Andare in basso
First
gran postatore
gran postatore
avatar

Maschile
Numero di messaggi : 1400
Località : dapartut.
Occupazione/Hobby : www.turismoinmoto.it
Data d'iscrizione : 14.01.10

MessaggioTitolo: Re: chi troppo vuole... (Regno Unito)   Mer 19 Nov - 22:05

Report da GRANDI VIAGGIATORI! Wink
Tornare in alto Andare in basso
Norton
Admin
Admin
avatar

Maschile
Numero di messaggi : 11720
Età : 117
Località : Castelletto di Branduzzo
Occupazione/Hobby : moto (Bandit 1250, Beta Alp 200)
Data d'iscrizione : 31.07.08

MessaggioTitolo: Re: chi troppo vuole... (Regno Unito)   Gio 20 Nov - 8:35

First ha scritto:
Report da GRANDI VIAGGIATORI! Wink

Quoto
Tornare in alto Andare in basso
Contenuto sponsorizzato




MessaggioTitolo: Re: chi troppo vuole... (Regno Unito)   

Tornare in alto Andare in basso
 
chi troppo vuole... (Regno Unito)
Vedere l'argomento precedente Vedere l'argomento seguente Tornare in alto 
Pagina 1 di 1

Permessi di questa sezione del forum:Non puoi rispondere agli argomenti in questo forum
www.MOTOLTREPO.com :: MOTO E OLTREPO PAVESE :: GIRI FATTI: Report di viaggi e Racconti-
Andare verso: